I tram di Roma sono morti (che camminano)

Tra tratte sospese e cantieri spot, Atac cerca di farsopravvivere quel che resta della rete tramviaria di Roma.

02 giugno 2025 07:00
I tram di Roma sono morti (che camminano) -
Condividi
Se ti piace il nostro lavoro, allora supportaci, basta un caffè!

Non sarà sfuggito ai cittadini che da quasi 5 anni la retetramviaria di Roma funziona male, se non malissimo e, soprattutto, mai tuttaintera.

Idealmente il declino della rete romana è cominciato nel2021, con l’avvio dei lavori di manutenzione della linea 2, sebbene sia statala lunga mancanza di manutenzione – quasi trentennale – a determinare la Caporettodelle rotaie romane.

Ciò che ne è conseguito è una rapida diminuzione del serviziotramviario, oggi più che dimezzato rispetto ai “fasti” del passato recente. E seda una parte l’attuale Amministrazione Capitolina ha il merito di aver avviatouna tra le più grandi opere di manutenzione dell’infrastruttura esistente –seconda sola al rifacimento dei binari della metro A – dall’altra parte haomesso di raccontare una parte della realtà che è sempre più evidente: non ci sono abbastanza tram per sostenere il servizio sull’intera rete.

Da qui ne è derivata prima la sospensione della linea 3 da Porta Maggiore a Trastevere (2021-2023), quindi la soppressione della trattafinale del 19 Valle Giulia-Risorgimento (2023-oggi) e infine lo spezzatino tutt’oggiin corso delle restanti linee a partire da luglio dello scorso anno quando sonopartiti i lavori del deposito di Porta Maggiore.

Esempio plastico dell’insufficienza dei tram sono i lavori effettuati presso la rete di Centocelle, affrontati a mozzichi e bocconi quandosi sarebbero potuti benissimo fare durante la chiusura di Porta Maggiore.Oppure ancora le continue sospensioni della linea 8 durante i fine settimana, conpotature inspiegabilmente lottizzate per micro-gruppi di alberi.Ad aggravare la situazione della disponibilità del parco rotabile è stato anchel’Archeotram, fortemente voluto dall’assessore Patané, ma che sottrarrà vetture preziose dal servizio ordinario.

Solo, dunque, con la ricetta dei cantieri “a pezzi” Atacspera di tenere in vita la rete tramviaria – almeno nominalmente – fino al2026, quando cominceranno ad entrare in servizio i primi tram Urbos. Delle 121vetture previste, attualmente 60 sono quelle contrattualizzate: di queste 40sostituiranno le Stanga e le Socimi, mentre altre 20 saranno destinate alla costruendalinea della Togliatti.

Il primo Urbos sarebbe dovuto arrivare a giugno, salvo poi slittare a dicembre a causa della rovinosa inondazione di Valencia, che hadanneggiato le catene logistiche che alimentano la costruzione dei nuovi veicoli.La speranza è che i collaudi siano di durata ben inferiore rispetto all’anno abbondante richiesto dal primo Tramlink di Milano.

Il futuro dei tram di Roma è letteralmente appeso ad unfilo.



Odissea Quotidiana è su Google News - Se vuoi restare sempre aggiornato clicca qui e seguici selezionando sulla stellina in alto a destra

Segui Odissea Quotidiana