Ferrovie: l’esasperante inerzia delle opere commissariate a Roma

La nomina dei commissari avrebbe dovuto accelerare le operestrategiche per il nodo ferroviario della Capitale.

14 aprile 2025 07:00
Ferrovie: l’esasperante inerzia delle opere commissariate a Roma -
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Tra i tanti misteri “irrisolti” della mobilità pubblica dellaCapitale c’è sicuramente l’enigmatico rapporto della città con le Ferroviedello Stato. Dopo la frizzantezza degli anni ’90, dove fu il Comune a guidarela trasformazione delle reti nelle attuali linee FL (Ferrovie Locali), losviluppo del nodo ferroviario di Roma ha subito una forte battuta d’arrestodagli anni 2000 ad oggi.

Per accelerare, pertanto, gli interventi prioritari diupgrade tecnologico e strutturale della rete ferroviaria con DPCM del 16 aprile2021 il Governo individuava una serie di Commissari che avrebbero coordinato losviluppo dei progetti.

Dei 38 progetti ferroviari commissariati in tutta Italia, sono ben 5 quelliinsistenti su Roma e nel Lazio:

Dopo una serie di sostituzioni in corso d’opera, attualmentela chiusura dell’Anello Ferroviario è coordinata da Gianpiero Striscuglio, neoAD di Trenitalia, mentre lealtre opere sono gestite da Vincenzo Macello, manager di rilievo di RFI.

Purtroppo, finora l’azione commissariale ha prodotto effettitangibili solo sul nodo del Pigneto, finalmente in costruzione dopo 4 gare andate deserte.

Per l’Anello Ferroviario di Roma, le possibilità sonopraticamente esaurite, a seguito del definanziamento dal PNRR avvenuto nel 2022 e mai colmato da fondi statali, nonostante le promesse del Ministro deiTrasporti Salvini. Ad oggi sono in corso i soli lavori di raddoppio della Valle Aurelia-Vigna Clara, scampata alla sciabolata del PNRR, che non avrà peròeffetti tangibili sul servizio passeggeri e che non considera la necessità di una ulteriore stazione a Giuochi Istmici per scambiare con la metro C.

Stessa rimodulazione del PNRR ha interessato il raddoppioferroviario Cesano-Bracciano e il quadruplicamento della Ciampino-Capannelle, finitenel taglio delle opere non inaugurabili entro il 30 giugno 2026. Per lo meno sulla Cesano-Viterbo si è proceduto all’installazione del segnalamento di tipo ERTMS,mentre per la Ciampino-Capannelle si sono comunque avviati gli espropri nel corso della scorsa estate.

Si sta procedendo, sempre con immancabile lentezza, al raddoppio Lunghezza-Guidoniadella FL2, che nel corso di dicembre prossimo sarà interrotta per le attività legate all’apertura della nuova stazione Guidonia Collefiorito.

La lettura complessiva dello stato di avanzamento di questeopere fa intendere che l’inerzia non dipende direttamente dai Commissari,quanto dalla totale assenza di investimenti da parte del Governo sul nodoferroviario di Roma.

Molte delle speranze dei pendolari dell’Urbe sono ripostenel prossimo aggiornamento del Contratto di Programma di RFI, che potrebbeportare nelle casse della società le somme necessarie per realizzare gli investimentiprevisti.

Tuttavia, con le scadenze del PNRR alla porta per altretratte ferroviarie più urgenti, c’è il rischio concreto che questeinfrastrutture slittino a dopo il 2026, anche in ragione alle limitazionisopportabili dalla rete e dai pendolari rispetto ai lavori in corso.



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