Metro D: nel 2025 i sondaggi preliminari

L’assessore Patané ha fatto chiarezza in commissionemobilità, specificando che per la quarta metropolitana “tutte le possibilitàsono aperte”.

01 febbraio 2025 07:00
Metro D: nel 2025 i sondaggi preliminari -
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È ufficiale che la metro D, la quarta metropolitana della Capitale,è in gestazione negli uffici di Roma Metropolitane: la linea sognata 15 anni fada Veltroni, infatti, potrebbe presto diventare realtà.

A raccontarlo è stato l’assessore alla mobilità EugenioPatané, audito lo scorso 31 gennaio nella commissione mobilità guidata daGiovanni Zannola, che ha ritenuto necessario fare un punto rispetto alle notizie trapelate a mezzo stampa.

Come già raccontato sulle pagine de Il Messaggero, Patané haconfermato che Roma Metropolitane è al lavoro sul DOCFAP, il Documento diFattibilità delle Alternative Progettuali che dovrà individuare, tra le opzionipossibili, il miglior tracciato sul il profilo dei costi e dei benefici.

Quello in corso è un lavoro assolutamente preliminare e nonc’è nulla da presentare”, ha sottolineato Patané, smarcando qualsiasi dubbiosul fatto che il tracciato passato su Il Messaggero sia definitivo.

Il lavoro in corso tiene proprio conto di tutte le opzionipossibili, al netto di alcuni punti fermi sui quali l’Amministrazione non vuolerinunciare ovvero:

  • il tracciato da nord-est a sud-ovest, così come previstonell’ipotesi del 2006;
  • la tipologia di metropolitana, ovvero con treni e stazionidi lunghezza pari a 75 metri;
  • l’opportunità di avere due depositi distinti, uno a nord euno a sud, per non incappare nei problemi manutentivi che hanno costretto a dueanni di chiusure della linea A.

Considerate queste “invarianti”, le opzioni finora elaborateda Roma Metropolitane confermano alcuni aspetti del tracciato trapelate inquesti giorni. Prima su tutte la questione del nodo di scambio a Spagna che, adetta dell’ing. Sciotti di Roma Metropolitane, “è molto difficile da realizzarea causa delle nuove normative intervenute in questi 15 anni e dagli spaziesigui a disposizione per lo scavo stratigrafico”.

Sì, perché la stazione Spagna dovrà essere adeguata aglistandard antincendio emanati nel 2015, a prescindere dall’eventuale nodo discambio con la linea D, così come tutte le altre fermate della linea A. Lerealizzazioni, per le quali sono stati concessi nel 2018 ben 166 milioni dieuro (dei 425,52 ex DM 360/2018), comprenderanno l’adeguamento delle banchinedi galleria e delle canaline portacavi, l’aggiornamento del sistema dialimentazione elettrica, e l’adeguamento degli impianti sprinkler delle stazionimediante un nuovo impianto idrico alimentato da vasche di accumulo ipogee delleacque.

Tutte lavorazioni che a Spagna saranno eseguite in ambientiangusti e che ridurranno ulteriormente le possibilità di incrocio con ilmanufatto della stazione della linea D, a meno di ulteriori extracosti (e sempreammesso che sia ancora fattibile).

Sul campo Patané ha esposto due possibilità, fissando ilnodo di Venezia come punto fermo di arrivo nel Centro Storico:

  • scambiare con la metro A a Barberini, come da attuale schemapubblicato, che consente di effettuare lo spostamento della fermata da GalleriaBorghese a piazza Fiume, sacrificando però S. Silvestro;
  • scambiare con la metro A al Flaminio, proseguendo sotto viadel Corso, con fermata intermedia possibile a S. Silvestro ma abbandonandoqualsiasi ipotesi a piazza Fiume.

Al di là dei “dettagli” del tracciato l’assessore hasottolineato che il costo di 3,415 miliardi di euro stimato nel 2006 sarà bensuperato dal nuovo progetto, con tutti le riverbero del caso in tema diequilibrio economico-finanziario dell’operazione, per la quale dovrà essere il PianoEconomico Finanziario simulato (PEFs).

L’intenzione di Patané è quella di vagliare tutte le stradepossibili, compresa la trattativa diretta con l’ATI Società Italiana perCondotte D’Acqua e Impresa Pizzarotti & C, che nel 2007 vinsero laprocedura comparativa dell’avviso bandito dal Comune, aggiudicandosi il dirittodi costruzione ed esercizio della linea per i successivi 20 anni.

Oltre a quanto esposto l’assessore non si spinto oltre,vista la mancanza di elementi certi, asserendo che l’unica certezza saràl’avvio, nel 2025, delle indagini preliminari sul tracciato NomentanaGRA-Fermi, che consentiranno di alimentare le valutazioni del DOCFAP e, scelto il tracciato migliore, dare corpo al successivo Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP).

Dopo Fermi è bene dire, gli scenari sono ancor più aperti.Secondo Patané la linea D dovrà intercettare a sud sia la FL1, sia la metro B,supplendo di fatto alla defunta funivia EUR Magliana-Magliana, oltre adarrivare in un’area edificabile adatta per il secondo deposito.

Noi, dal canto nostro, abbiamo già espresso l’opinione chela metro D a sud debba debba seguire la Portuense fino al Corviale, così comeprevisto dal PUMS, eventualmente diramandosi per spingersi fino a Spinaceto eintercettando il flusso veicolare sulla Pontina.

Intanto è stato stimato che, grossolanamente, il Progetto diFattibilità Tecnico Economico secondo il nuovo codice degli appalti dovrebbecostare intorno i 250 milioni per l’intera linea. Solo quando saranno reperite talisomme la linea D potrà tornare veramente in auge nella pianificazionetrasportistica della Capitale.


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