Atac: l’Assemblea Capitolina approva le linee guida del nuovo contratto di servizio

Passa, appena in tempo, l’approvazione dell’organo consiliare.Dal 1° gennaio si partirà col nuovo contratto.

01 novembre 2024 07:00
Atac: l’Assemblea Capitolina approva le linee guida del nuovo contratto di servizio -
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L’Assemblea Capitolina ha approvato a maggioranza le lineeguida sulla base delle quali avverrà la stesura del nuovo contratto di serviziodi Atac. Sui contenuti, dei quali abbiamo già lungamente parlato, rimandiamo ad un nostro articolo precedente, lasciando a questa pagina qualche opinione personale.

Finalmente a 9 anni di distanza dall’ultimo accordo, siglatosotto l’amministrazione di Ignazio Marino, Atac potrà contare su un contrattocongruo dopo 6 proroghe avvenute tra un difficile concordato preventivo e ilcovid-19.

Un contratto che, benché necessario, è stato approvato infretta e in furia senza che ci fosse una reale condivisione dei contenuti con iconsiglieri capitolini, il cui ruolo è stato ridotto ad una mera espressione diparere su documenti piuttosto cristallizzati. Uno scenario che si è verificatosia nei confronti dei municipi, sia nei confronti dei consiglieri dicommissione, oltre che oggi in Assemblea Capitolina.

Ci piace pensare che questo contratto che avrà durata solo triennale(rispetto al quadriennio originariamente previsto) sia un accordo “ditransizione” verso un’Atac che dovrà vedere costanti investimenti anche dopo ilGiubileo del 2025.

Auspichiamo, dunque, che il prossimo contratto di servizioavrà una durata almeno decennale, al pari di altre realtà del Lazio (vedasiCotral, di durata 10 anni, e Trenitalia, per la quale il CdS va dal 2018 al2032) e italiane, come il caso della blasonatissima ATM Milano. Solo con unaprospettiva di ampio respiro sarà possibile impostare correttamente gliinvestimenti aziendali di lungo termine.

Altresì dovrà essere profondamente rivisto l’attuale sistemadi penali, trasposto immutato dal precedente contratto a quello di futuraapprovazione, che vede Roma Capitale punire la propria stessa partecipata,salvo doverla ricapitalizzare successivamente in un infinito circolo nevroticodi crisi societarie. L’azienda pubblica è un bene pubblico e come tale vasalvaguardata: noi immaginiamo che le penali per il mancato servizio non vadanoattribuite all’ente, bensì ai dirigenti che devono essere in grado di guidarela società.

Infine, ed è questo un nostro pallino sin dai tempi del covid,il contratto di servizio deve essere di tipo gross-cost, per proteggere l’aziendadalle fluttuazioni della domanda – e quindi del numero di biglietti venduti – che non è chiaro se tornerà mai ai valori pre-covid dopo l’introduzione massiva estrutturale dello smart working.

Anche se non scevro da difetti, comunque speriamo che ilnuovo contratto di servizio entri in vigore dal 1° gennaio, per il bene di Roma,dei romani e dei pellegrini.

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