Il declino del tram a Roma: in 5 anni servizio quasi dimezzato

Dopo aver esposto le prospettive di rinascita, tra mezzi edepositi nuovi, oggi vi raccontiamo il declino del servizio dei tram esistenti di Roma.

05 febbraio 2024 07:00
Il declino del tram a Roma: in 5 anni servizio quasi dimezzato -
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C’è all’orizzonte un “Risorgimento” per il tram a Roma: dopol’aggiudicazione della gara per la fornitura di 121 nuovi mezzi e quella incorso per il nuovo deposito del Centro Carni, nonché i procedimenti per larealizzazione delle nuove linee, le prospettive per i mezzi su ferro nellaCapitale non sono mai state così rosee.

Di contro a tale futuro, non più indefinito ma anzi semprepiù prossimo, c’è il drammatico servizio del presente sempre più scadente intermini di frequenza e affidabilità. Questa considerazione trova fondamento nelleinterruzioni del recente passato, sempre più lunghe e impattanti, e nei reportmensili che Atac è tenuta a pubblicare sulla propria amministrazionetrasparente sul servizio erogato.

Partendo dal 2019, ultimo anno prima del covid e nel qualela rete era gestita per intero con i tram, il servizio su ferro è andatoprogressivamente peggiorando. Nel 2020 sono state progressivamente inserite le vetture Stanga e Socimi sul 3, con una corsa su due che limitava a piazzale Ostiensesenza raggiungere Trastevere, quindi, a partire dal 9 dicembre, il tram 2 èstato interrotto per consentire i lavori di sostituzione dei binari.

Nel successivo 2021 si ha avuto il cedimento dei binari apiazzale del Verano, con un tram in servizio sul 19 “sprofondato” nella nottedi halloween sulla curva nei pressi del cimitero. Successivamente il 18dicembre i tram 2 e 19 sono stati riattivati sull’intera tratta, mentre il 3 è stato dimezzato in pianta stabile e limitato tra Valle Giulia e Porta Maggiore.Il 2022 è stato caratterizzato dall’avvio dei lavori sulla linea 8, protrattisifino al 1° ottobre scorso.

Attualmente risultano permanentemente limitati sia il 3,disattivato tra Porta Maggiore e Trastevere, sia il 19, che dal 19 maggio non raggiungepiù piazza del Risorgimento a causa di imprecisati lavori alla galleria deisottoservizi in via Brofferio.

Il risultato finale è stato un lento e costante declino deichilometri erogati alla cittadinanza e l’incremento dei chilometri persi percause esogene alla gestione di Atac, che sta tentando di tamponare l’emergenza. Ne è conseguito, rapportando il servizio erogato a quello programmato, un crollo del servizio realmente fruito dall'utenza (linea grigia) che invece è rimasto stabile perché compensato dalle cause esogene nell'ambito dei conteggi per il contratto di servizio (linea nera).

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Confrontando i chilometri mediamente offerti su base mensiledel 2019 con quelli del 2023, si evidenzia che nel giro di 5 anni il servizio ècrollato del 44%: quasi un tram su due non circola più.

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Il fondo, purtroppo, deve essere ancora raggiunto. Comenoto, nel corso della prossima estate tutte le linee tramviarie si fermerannoper consentire i lavori di adeguamento del deposito di Porta Maggiore ai nuovitram.

L’auspicio è che il promesso “Risorgimento del tram” siconcretizzi a partire dal 2025, quando cominceranno ad arrivare i primi mezzi dinuova generazione e che la risalita sia decisamente più rapida del declino chegli utenti hanno attraversato in questi anni.

Allo stesso tempo chiediamo che sial’assessorato ai trasporti di Roma Capitale che l’Atac si attivino per una campagna di informazione e che dianoconto sia della durata prevista per la sospensione delle tratte esistenti(Porta Maggiore-Trastevere del 3, Valle Giulia-Risorgimento del 19), sia per ilavori di manutenzione che dovranno essere effettuati.

Solo instaurando un leale rapporto di trasparenza con ipendolari sarà possibile rendere più sopportabili i disagi cui si andrà incontro nei prossimi dueanni.

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