Come ATAC vi evacua dalla Metro

Come ATAC vi evacua dalla Metro


Venerdì 13 alle 10:30 circa un convoglio della Metro B si è fermato poco dopo la stazione di Cavour (in direzione Termini), a causa di un guasto tecnico non meglio precisato. Non essendoci possibilità di riprendere il servizio, tutte le persone a bordo sono state evacuate



Quali sono le corrette procedure da seguire in questi casi?

  • Prima di tutto, cosa più importante, bisogna sempre mantenere la calma a bordo treno
  • qualora sia impossibile proseguire il servizio, il Direttore Centrale del Traffico (DCT) autorizza il macchinista all’evacuazione
  • il macchinista comunica ai passeggeri tramite gli altoparlanti interni che il treno verrà evacuato
  • il macchinista apre manualmente, una ad una, le porte del treno, dando indicazioni ai passeggeri sulla direzione da seguire per la stazione più vicina. Questa operazione consente un deflusso ordinato, senza invasione incontrollata della massicciata. Se siete nell’ultimo convoglio si tratta solo di avere un po’ di pazienza
  • i passeggeri camminano lungo la banchinetta di emergenza mantenendosi all’apposito corrimano (possibilmente usando un fazzoletto, visto che di solito è molto sporco – se siete gli ultimi ad uscire probabilmente ve lo avranno già pulito quelli prima ☺ )
  • Alla ripresa del servizio il primo treno dovrà viaggiare a vista alla velocità massima di 15 km/h nella tratta in cui sono stati evacuati i passeggeri
  • qualora il macchinista incontrasse dei passeggeri sulle banchinette, dovrà fermarsi ed invitarli a salire sul treno attraverso le porte aperte manualmente dallo stesso macchinista.
  • Verificandosi una eventuale permanenza d'ingombro da parte di viaggiatori, il macchinista dovrà darne immediato avviso al DCT, il quale continuerà a prescrivere ai treni seguenti la suddetta precauzione fino allo sgombero completo del tratto.

Aiutate eventuali persone disabili ad uscire dal treno, le dimensioni delle banchinette ad occhio non consentono il passaggio di una carrozzella.


Di Mercurio Viaggiatore uno che mal sopporta la falsa manipolazione dei dati, per cui li analizza e li presenta in modo semplice e chiaro, spesso mostrando che il re è nudo. Per informazioni o segnalazioni mercurio@odisseaquotidiana.com

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Commenti

Anonimo ha detto…
Tutto giusto, ma attenzione ad una cosa: che non vi capiti quella "macchinista" (le virgolette non sono affatto casuali) che tempo fa, quando le MA200 fecero servizio per breve tempo sulla linea B, andò in panico perchè il suo treno (di MA200, appunto) si era guastato in stazione, e correva avanti ed indietro quasi gridando, con le mani tra i capelli, senza sapere cosa fare, col Dirigente Centrale Traffico che la chiamava incazzatissimo via radiotelefono (si sentiva la sua voce dal marciapiede...), urlandole: "Ma si può sapere che c...stai a fare?!". Mi chiedo un soggetto del genere come possa essere in grado di gestire l'evacuazione di un treno fermo in galleria (e torniamo al discorso "selezione del personale e formazione dello stesso piuttosto carenti entrambi oggi, qui a Roma, altro punto dolente delle aziende romane").
Anonimo ha detto…
sei molto informato e quindi molto probabilmente sei un collega e dovresti sapere bene che non si lancia mer*a su un' altro collega , pensa a fare bene il tuo lavoro quindi e non giudicare quello degli altri . ognuno si prende le proprie responsabilità .
Anonimo ha detto…
Precisiamo una cosa. Non lavoro per nessuna azienda di trasporto, ed ho semplicemente esposto un fatto a cui ho assistito, e se esprimo commenti, lo faccio perchè prima di tutto sono un Perito Industriale Capotecnico, conosco bene la storia delle aziende romane, nonchè conosco anche qualcuno chi ci lavora e taluni ex dirigenti, di quelli di una volta, veramente competenti (Curci, Maestri, Ziccardi ecc.) ed inoltre faccio parte di una equipe di esperti di trasporti e mobilità che visita spesso i "dietro le quinte" di molte aziende di trasporto nazionali, notando che purtroppo quelle di Roma sono tra le peggiori, dal punto di vista organizzativo ed operativo. Del resto, i continui disservizi a cui assistiamo si commentano da soli.
Anonimo ha detto…
E poi, per concludere il discorso, non è la prima scena a cui ho assistito che mi fa sorgere alcuni dubbi al riguardo, sempre qui a Roma. In un'altra occasione, una donna autista non sapeva leggere i manometri del suo autobus, chiedendo ad un collega di aiutarla, perchè non aveva nemmeno capito che, su un autobus, con l'aria compressa bassa il cambio non si inserisce; un'altra l'ho vista chiedere aiuto ad un collega perchè aveva, sempre sul suo autobus, una porta guasta e non sapeva come bloccarla; un'altra ancora, ai tempi degli INBUS U210, andò in panico perchè il suo autobus si era guastato, chiedendo perfino a noi viaggiatori cosa doveva fare; un tramviere poi, in una occasione, non sapeva nemmeno che i Tram Articolati Stanga-TIBB serie 7001-7115 hanno 4 motori di trazione (tipo TIBB GLM 0241, ad eccitazione in serie a semplice collettore, con potenza oraria all'asse di indotto di 53 kW, ossia 72 CV, posti sui carrelli di estremità...). Ora, certamente c'è pure personale preparato e competente, questo non lo nego (e qualcuno lo conosco pure personalmente), ma scene come quelle dianzi citate, a cui appunto ho assistito io personalmente, mi fanno un po' pensare sul fatto che i criteri di selezione del personale, nonchè i modi di formare lo stesso, siano un po' da migliorare...
Anonimo ha detto…
Il discorso su questo argomento è abbastanza complesso, e ci sarebbero da dire molte cose. Ne citerò un paio, tanto per fare un raffronto. Nel 1980, quando fu inaugurata la metro A, essendoci all'epoca un blocco nelle assunzioni, a fare i macchinisti furono messi gli ex conducenti della tramvia dei Castelli Romani, i quali già avevano alle spalle una solida esperienza alla conduzione di veicoli su rotaia. Naturalmente, furono opportunamente addestrati, tant'è che, verso la fine del 1979, la motrice MA.069 della linea A fu portata all'interno del deposito di via Appia Nuova per l'istruzione del personale. In seguito, a fare i macchinisti sia sulla A che sulla B e Lido furono messi, previo concorso interno aziendale e relativo addestramento, ex autisti di autobus, i quali ultimi, a loro volta, non solo avevano già alle spalle un'esperienza alla conduzione di veicoli viaggiatori (anche se su gomma), ma in alcuni casi provenivano, a loro volta, da autolinee private, quindi era gente con anni e anni di "gavetta" ed esperienza aziendale al riguardo, tra l'altro fatta su autobus non certo facili da condurre come quelli di oggi. Adesso, invece, non è più così: vengono messi a fare i macchinisti gente giovane senza nessuna esperienza aziendale precedente, che magari, fino al giorno prima, nemmeno sapevano esattamente cosa era un treno; gli si fanno alcuni mesi di corso e via. Ora, è vero che, come nel caso degli autobus, oggi condurre un treno è di gran lunga più semplice di una volta (un conto è condurre un moderno elettrotreno CAF S/300, un conto era condurre, una volta, un treno della Roma-Lido di locomotore e carrozze, dove automatismi ce n'erano ben pochi, e se non imparavi bene la condotta rischiavi magari di bruciare il reostato del locomotore o di fermarti fuori stazione), ma il discorso è l'avere il carattere, la capacità e l'addestramento necessari anche e soprattutto per saper gestire situazioni di emergenza. Comunque, in futuro, dei macchinisti per fortuna non ci sarà via via più bisogno (metro C docet, ed anche le metropolitane A e B si potrebbero convertire a guida automatica, cosa assai auspicabile).