Tram: ANSFISA rinuncia all'uomo morto, troppe difficoltá

Tram, ANSFISA revoca l'obbligo dell'uomo morto sui mezzi di vecchia generazione: dopo il caso di Milano, arriva un tavolo tecnico sulla sicurezza.

08 novembre 2026 15:00
Tram: ANSFISA rinuncia all'uomo morto, troppe difficoltá -
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Con nota dello scorso 6 ottobre trasmessa alle cittá di Milano, Torino, Roma, Palermo, Venezia, Firenze, Bergamo, Cagliari, Napoli, Padova, Messina, Trieste e Sassari, l'ANSFISA - Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali - ha rinunciato all'obbligo di installazione dell'uomo morto sui tram di vecchia generazione.

Il provvedimento nasceva in risposta al tragico deragliamento di un tram a Milano dello scorso febbraio, costato 2 morti e 50 feriti.

Perché questo obbligo?

Originariamente le cittá avrebbero dovuto comnsegnare il progetto di adeguamento dei mezzi entro il 30 settembre, tuttavia l'utilizzo di tram quasi centenari su alcune reti storiche rende materialmente impossibile adeguare i mezzi a questa tecnologia.

ANSFISA ha giustificato il ritorno sui propri passi per un "eccesso" della precedente circolare la cui natura, " è quella di fornire indirizzi interpretativi e applicativi della normativa vigente", senza crearne di nuova.

Contestualmente l'Agenzia ha istituito un tavolo tecnico per individuare e proporre soluzioni realmente fattibili sulla vigilanza dei conducenti.

Cos'é l'uomo morto

L’uomo morto è un dispositivo di sicurezza installato sui tram e su altri veicoli ferroviari che serve a verificare la presenza e la reattività del conducente. Il sistema richiede all’operatore di mantenere attivo un comando o di azionarlo a intervalli regolari: se il conducente non risponde, per esempio in caso di malore o perdita di coscienza, il dispositivo interviene attivando la frenatura di emergenza e arrestando il veicolo.

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