Unità di Rete: ecco perchè il subappalto non conviene a Civitavecchia
Civitavecchia, l'uscita di CSP dal trasporto pubblico può alleggerire i conti comunali, ma restano i rischi per stipendi e posti di lavoro dei 34 dipendenti.
Dopo la chiusura del sindaco di Civitavecchia alla possibilità del subappalto del servizio di trasporto pubblico locale da BIS alla municipalizzata CSP, a seguito di ulteriori approfondimenti si apprende come questa scelta, per quanto impopolare, fare il bene del bilancio comunale.
A spiegarlo egregiamente è Fabio Angeloni sulle pagine di trcgiornale, una testata molto attiva nel territorio di Civitavecchia.
I conti della CSP sono già in rosso
Angeloni, infatti, spiega che l'uscita della CSP dalla gestione del trasporto pubblico locale comporta la perdita di 1,6 milioni di euro di contributi comunali previsti nel piano di ristrutturazione aziendale approvato a gennaio.
I dati semestrali del 2026, tuttavia, delineano già un quadro in peggioramento delle casse aziendali: a giugno il margine operativo risultava negativo per 411.000 euro, a fronte di una previsione annuale che indicava un risultato positivo di 257.000 euro. Alla perdita legata all'uscita del TPL si aggiungerebbe un ulteriore peggioramento stimato in 497.000 euro, con un passivo operativo complessivo che potrebbe avvicinarsi al milione di euro.
L’analisi retrospettiva e impietosa dei fatti dimostra come il piano di ristrutturazione aziendale approvato nel mese di gennaio fosse radicalmente inadeguato e privo di qualsiasi fondamento economico reale.
Nelle premesse programmatiche si pretendeva di mantenere una propria legittimazione sul trasporto pubblico urbano contribuendo a rideterminare il programma di esercizio e garantendo standard di servizio qualitativamente e quantitativamente ottimali, ritenuti altrimenti irraggiungibili attraverso il programma elaborato da Astral ed oggetto della gara per l’UDR 1 Tirreno Nord.
Da questo scenario emergerebbe come il Comune abbia una convenienza economica ad abbandonare la CSP, ormai soffocata dai propri debiti.
Resta il nodo dei lavoratori
Sul fronte del lavoro, il nodo principale riguarda la conservazione delle retribuzioni maturate negli anni. Secondo i dati riportati nell'analisi economica, i 34 dipendenti interessati hanno un imponibile medio annuo superiore ai 41.000 euro, legato anche a progressioni economiche, superminimi individuali e trattamenti accessori. Il passaggio alla gestione privata potrebbe mettere sotto pressione queste condizioni, con retribuzioni che rischiano di avvicinarsi ai valori medi del settore, stimati tra 30.000 e 34.000 euro lordi annui.
A questo si aggiunge il rischio di una riduzione degli organici qualora il piano industriale del nuovo gestore prevedesse un fabbisogno di personale inferiore a quello attuale. Per questo sarà fondamentale verificare le tabelle del costo del lavoro allegate alla gara e accertare che il perimetro di salvaguardia occupazionale comprenda tutti i 34 dipendenti.
L'infomobilità di Odissea Quotidiana su Roma Trasporti News 24