Clean Cities: l'aumento del petrolio fa schizzare il costo dell'auto in città
La mancanza di trasporto pubblico costa agli italiani 5 miliardi di euro l'anno in carburante extra. Clean Cities chiede più fondi al TPL.
C'è una "tassa occulta" sulle auto italiane: si chiama mancanza di trasporto pubblico (e costa 5 miliardi)
Non sono le solite accise e nemmeno il martoriato bollo auto. Esiste un'altra gabella, invisibile ma pesante, che grava sulle tasche degli automobilisti italiani: la Tassa Petrolifera Locale. Un esborso "forzato" in carburante extra che le famiglie devono sostenere semplicemente perché l'alternativa del trasporto pubblico locale, in troppe zone d'Italia, non esiste o non funziona.
A tracciare i contorni del fenomeno è un recente rapporto della Clean Cities Campaign, che mette in luce un quadro quantomeno sconfortante per la mobilità urbana del Paese.
I numeri della stangata
Nell'ultimo anno la "Tassa Petrolifera Locale" è costata quasi 5 miliardi di euro ai residenti delle principali aree metropolitane italiane. Tradotto in soldoni per il bilancio familiare, fa circa 600 euro all'anno a famiglia.
Per capire la portata della cifra, basta una proporzione: 5 miliardi equivalgono all'intero Fondo Nazionale Trasporti, ossia l'ammontare complessivo delle risorse con cui lo Stato manda avanti il trasporto pubblico locale in tutta Italia.
Perché continuiamo a guidare (anche se costa di più)
Si tende spesso ad addebitare il salasso al solo caro-petrolio. I dati dicono altro: l'impennata del prezzo greggio incide per meno di un euro su cinque sul totale di questo extra-costo. Tutto il resto è legato a chilometri e carburante bruciati inutilmente; percorsi che si potrebbero evitare se le città italiane avessero un TPL in linea con le grandi capitali europee.
L'auto, per molti, non è una scelta di stile di vita o di comodità, ma una pura necessità. Lo dimostra l'andamento dei consumi: tra gennaio e settembre 2026 il prezzo medio alla pompa è aumentato di quasi il 20%, eppure i consumi complessivi sulla rete sono rimasti invariati. Quando l'alternativa manca, si paga e si guida lo stesso.
Le richieste: risorse al TPL e social leasing
Per uscire da questo circolo vizioso e ridurre contemporaneamente l'impatto ambientale nelle città, il rapporto individua due interventi prioritari:
Rifinanziare il TPL: Aumentare il Fondo Nazionale Trasporti di almeno 1,2 miliardi di euro all'anno, destinando fondi freschi al potenziamento del servizio e alle nuove infrastrutture.
Social Leasing: Iniziare un piano di supporto per auto elettriche rivolto alle famiglie a basso reddito che vivono nelle zone meno servite dai mezzi o più esposte all'inquinamento.
Per approfondire i dati e consultare il documento completo, è possibile leggere il rapporto di Clean Cities. Inoltre, in vista della discussione sulla legge di bilancio, è attiva la petizione per chiedere più fondi al TPL.
L'infomobilità di Odissea Quotidiana su Roma Trasporti News 24