Metrebus, la gratuità dei bambini è un caos: serve una regola unica per tutto il Lazio
Bambini gratis sui mezzi pubblici? Nel Lazio dipende dal mezzo: Atac, Cotral e Trenitalia applicano tre regole diverse. La nostra proposta.
Se c'è una cosa che dovrebbe essere semplice nel trasporto pubblico è sapere quando un bambino deve pagare il biglietto. Nel sistema Metrebus Lazio, invece, anche una domanda apparentemente banale può avere risposte diverse a seconda del mezzo sul quale si sale.
Il problema nasce dal fatto che le tre principali aziende del trasporto pubblico del Lazio applicano criteri differenti. E così una famiglia che si muove tra autobus, metro e treni regionali può trovarsi a dover conoscere tre regole diverse.
Le regole dentro Roma
All'interno di Roma Capitale, Atac consente ai bambini fino a 10 anni di viaggiare gratuitamente, purché accompagnati da un adulto con regolare titolo di viaggio. La stessa regola vale per le linee gestite dai privati (Rete bus periferica e linee Atac subaffidate).
Cotral applica invece un sistema diverso: nel territorio di Roma la gratuità arriva anch'essa fino ai 10 anni, mentre sulla rete regionale, fuori dal territorio capitolino, è prevista per i bambini alti meno di un metro, uno per ogni adulto accompagnatore.
La gratuitá anomala di Trenitalia
Poi ci sono i treni regionali di Trenitalia, che - indipendentemente dal servizio dentro o fuori Roma Capitale - la regola generale prevede la gratuità soltanto fino ai 4 anni non compiuti, a condizione che il bambino sia accompagnato e non occupi un posto a sedere.
Il paradosso delle gratuitá
Il risultato è paradossale: lo stesso bambino può viaggiare gratuitamente su un autobus Atac, dover pagare su un treno regionale e avere ancora una regola diversa quando sale su un Cotral fuori Roma.
E questo succede proprio all'interno di un sistema che nasce con l'obiettivo opposto: integrare i diversi operatori attraverso un unico sistema tariffario regionale.
La proposta: una tessera per i bambini del Lazio
La soluzione, secondo noi, è molto semplice: omogeneizzare la gratuità a 10 anni su tutto il sistema Metrebus Lazio per i bambini domiciliati nella regione.
Non sarebbe necessario eliminare i controlli o introdurre una gratuità indistinta. Al contrario, si potrebbe creare una tessera personale per i ragazzi, collegata al domicilio nel Lazio e valida fino al compimento dei 10 anni.
Il principio sarebbe lo stesso già utilizzato per altre agevolazioni del sistema Metrebus: una tessera nominativa consente di certificare il diritto all'agevolazione e rende immediatamente riconoscibile il titolo di viaggio. Le Metrebus Card sono già personalizzate con i dati dell'utente e possono essere rilasciate anche ai minorenni.
Con una tessera di questo tipo, il genitore non dovrebbe più chiedersi se quel giorno sta prendendo un autobus, una metropolitana o un treno regionale. Il bambino ha meno di 10 anni, è residente nel Lazio e possiede la tessera: viaggia gratis.
E soprattutto si eliminerebbe una delle principali contraddizioni dell'attuale sistema: la gratuità non dipenderebbe più dal confine amministrativo di Roma o dal mezzo utilizzato.
E per i city-users?
Qui il criterio potrebbe essere diverso e molto più semplice: per chi non è residente nel Lazio, si potrebbe mantenere la gratuità fino a un metro di altezza, accompagnata da un adulto con regolare titolo di viaggio.
È una regola immediatamente comprensibile anche per chi arriva da fuori regione o dall'estero: non serve conoscere il sistema tariffario Metrebus, non serve avere una tessera regionale e non serve sapere quale azienda gestisce il mezzo. Sotto un metro, gratis. Sopra un metro, titolo di viaggio.
Per i residenti, invece, avrebbe senso utilizzare un'etá meno restrittiva come criterio, certificata attraverso una tessera personale.
Un piccolo intervento per rendere davvero integrato Metrebus
La questione non riguarda soltanto qualche euro di biglietto. Riguarda soprattutto la semplicità d'uso del trasporto pubblico.
Oggi Metrebus permette di utilizzare con lo stesso sistema autobus, tram, metropolitane, Cotral e ferrovie regionali, ma quando si viaggia con un bambino le regole possono cambiare proprio nel momento in cui si cambia mezzo.
È difficile spiegare a una famiglia che il sistema è integrato quando il biglietto è unico, ma la gratuità del bambino no.
Uniformare la soglia a 10 anni per i residenti nel Lazio sarebbe quindi un intervento relativamente semplice, ma con un effetto concreto: meno regole da ricordare, meno dubbi prima di salire e meno situazioni nelle quali il passeggero rischia di scoprire la regola soltanto davanti al controllore.
Perché un sistema di trasporto pubblico integrato non dovrebbe limitarsi a permettere di cambiare mezzo con lo stesso biglietto. Dovrebbe permettere di farlo anche senza dover cambiare le regole ogni volta.