Civitavecchia: il 15 settembre parte l'Unità di Rete, ma sul futuro del TPL resta l'incognita CSP
Civitavecchia, l'UdR 1 Tirreno Nord parte il 15 settembre ma resta il nodo CSP: il Sindaco chiede chiarezza sul futuro del trasporto pubblico.
Dal prossimo 15 settembre dovrebbe entrare in servizio la nuova Unità di Rete 1 – Tirreno Nord, il sistema che riorganizzerà il trasporto pubblico locale in diversi territori del Lazio e che comprende anche Civitavecchia.
Il passaggio, però, arriva in un clima tutt'altro che sereno. A meno di due settimane dall'avvio, infatti, resta ancora da chiarire quale sarà il futuro della Civitavecchia Servizi Pubblici (CSP) e quale ruolo potrà avere nella nuova organizzazione del servizio.
Una questione che riguarda direttamente il Comune, i lavoratori dell'azienda e la continuità del trasporto pubblico in città.
CSP, l'ultima municipalizzata del TPL in una città non capoluogo
CSP rappresenta un caso particolare nel panorama del trasporto pubblico regionale. È infatti l'unica azienda partecipata di un comune non capoluogo di provincia che gestisce non soltanto il trasporto pubblico locale, ma anche una serie di altri servizi pubblici, dall'igiene urbana alle farmacie comunali, passando per i servizi cimiteriali e sociali.
Nel complesso sono 324 i lavoratori coinvolti nel percorso di riorganizzazione dell'azienda, mentre sul fronte del trasporto pubblico l'arrivo delle Unità di Rete dovrebbe segnare il superamento dell'attuale modello di gestione.
Il problema è che, mentre la data del 15 settembre si avvicina, non è ancora chiaro quale sarà il destino del servizio oggi svolto da CSP.
Regione e Comune, un'interlocuzione che si è fermata
Il tema era già stato affrontato all'inizio del 2026, quando l'assessore regionale ai Trasporti Fabrizio Ghera aveva incontrato il sindaco di Civitavecchia Marco Piendibene per discutere del futuro dell'azienda.
Tra le questioni sul tavolo c'era anche quella del trasporto pubblico: il Comune chiedeva di garantire la continuità del servizio nel passaggio dall'attuale gestione alla nuova organizzazione prevista dall'UdR.
Nel frattempo, l'avvio dell'Unità di Rete è stato rinviato più volte, fino all'attuale scadenza del 15 settembre. E proprio i continui rinvii hanno avuto conseguenze anche sui conti del Comune.
"Il rinvio dell'Unità di Rete ha avuto un impatto diretto sul bilancio comunale", spiega Piendibene.
Civitavecchia ha caratteristiche particolari: è una città portuale che svolge una funzione importante per tutto il Lazio e ha una conformazione territoriale che rende complesso garantire collegamenti capillari tra i diversi quartieri.
Il Comune, infatti, contribuisce già con risorse proprie al finanziamento del trasporto pubblico locale, mettendo a disposizione circa un milione di euro all'anno oltre ai finanziamenti regionali.
Queste risorse avrebbero dovuto essere liberate con l'avvio dell'Unità di Rete. Il protrarsi della situazione attuale significa invece che il Comune continua a dover sostenere direttamente un costo che potrebbe comportare una riduzione del servizio.
«Siamo ostaggio della mancanza di informazioni»
È però sul futuro di CSP che le incognite diventano più rilevanti: la nuova UdR 1 prevede infatti un diverso modello organizzativo del servizio, ma a Civitavecchia non è ancora chiaro quale spazio potrà essere riconosciuto all'azienda comunale.
Alla domanda su cosa succederà a CSP con l'avvio dell'UdR, il sindaco non usa mezzi termini: "Siamo ostaggio della mancanza di informazioni".
Negli scorsi mesi erano state avviate interlocuzioni con la Regione per individuare una soluzione, ma il confronto non avrebbe portato finora a un risultato concreto.
"Avevamo iniziato a ragionare su una possibile soluzione che consentisse di salvaguardare il servizio e, allo stesso tempo, di non bloccare ulteriormente l'avvio dell'Unità di Rete", spiega il sindaco.
L'ipotesi avanzata dal Comune era quella di mantenere CSP all'interno del nuovo assetto attraverso un subaffidamento, consentendo così all'azienda di continuare a svolgere il servizio sul territorio di Civitavecchia anche dopo l'avvio dell'UdR.
Era una proposta che avrebbe consentito di garantire continuità al servizio, valorizzare il patrimonio professionale di CSP e accompagnare il passaggio al nuovo sistema senza ulteriori rinvii. Al momento, però, non abbiamo ricevuto una risposta.
Il nodo delle Unità di Rete
Il caso di Civitavecchia porta così in primo piano una delle questioni più delicate della riorganizzazione del TPL laziale.
Il passaggio alle Unità di Rete non riguarda infatti soltanto la sostituzione di un gestore con un altro: in diversi territori ha significato intervenire su servizi che per anni sono stati organizzati direttamente dai Comuni, con conoscienza minuziosa del territorio costruita nel tempo.
Dato l'avvio burrascoso dei primi ambiti territoriali, è fondamentale che l'avvio delle UdR sia preceduto da un ampio dialogo tra la Regione Lazio, Astral e i Comuni.
A Civitavecchia, ormai, il calendario corre più velocemente delle risposte: il 15 settembre è sempre più vicino, ma il Comune dice di non sapere ancora quale sarà il ruolo di CSP nel nuovo sistema.
E mentre l'UdR 1 si prepara a partire, resta quindi una domanda tutt'altro che secondaria: che fine farà il trasporto pubblico oggi gestito dalla municipalizzata di Civitavecchia?
L'infomobilità di Odissea Quotidiana su Roma Trasporti News 24