Bus elettrici a Roma, Patané risponde alle polemiche: «Il caldo estremo riduce le prestazioni, ma sono già in corso gli interventi»

Autobus elettrici Atac, Patané risponde alle critiche: PNRR, climatizzazione, autonomia e le soluzioni allo studio.

02 agosto 2026 10:00
Bus elettrici a Roma, Patané risponde alle polemiche: «Il caldo estremo riduce le prestazioni, ma sono già in corso gli interventi» -
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Le elevate temperature di queste settimane hanno riacceso il dibattito sui nuovi autobus elettrici di atac. Tra aria condizionata poco efficace e autonomia ridotta, non sono mancate le critiche da parte delle opposizioni e della stampa.

A intervenire è stato l'assessore alla Mobilità Eugenio Patané, che in un video pubblicato sui propri canali social ha ricostruito il percorso che ha portato al rinnovo della flotta e spiegato le ragioni tecniche dei problemi riscontrati durante le ondate di calore.

Il rinnovo della flotta con i fondi del PNRR

Patané ha ricordato come, all'inizio della consiliatura, Atac disponesse di una flotta con un'età media superiore ai 12 anni e fosse ancora impegnata nel percorso di risanamento dopo il concordato preventivo.

L'arrivo dei finanziamenti del PNRR ha rappresentato, secondo l'assessore, un'opportunità irripetibile. Roma ha ottenuto circa 292 milioni di euro, di cui 208 destinati all'acquisto dei nuovi autobus e 84 milioni per l'adeguamento dei depositi e delle infrastrutture di ricarica.

Si trattava però di risorse vincolate: il programma europeo finanziava esclusivamente autobus a emissioni zero, con l'obbligo di completare gli investimenti entro giugno 2026. In altre parole, la scelta non era tra autobus elettrici e diesel, ma tra acquistare mezzi elettrici oppure rinunciare ai finanziamenti.

411 autobus elettrici con manutenzione garantita

La gara è stata aggiudicata a Iveco Bus per la fornitura di 411 autobus elettrici modello E-Way.

Uno degli aspetti evidenziati dall'assessore riguarda il contratto di full service decennale, che affida direttamente al costruttore la manutenzione e la gestione delle garanzie per l'intera durata dell'accordo, riducendo così l'impatto operativo su Atac.

Perché il caldo mette in difficoltà gli autobus elettrici

Il punto centrale del video riguarda il funzionamento degli impianti di climatizzazione.

Secondo Patané, i bus elettrici utilizzano pompe di calore progettate per mantenere una determinata differenza di temperatura rispetto all'ambiente esterno. I capitolati tecnici europei prevedono un delta di circa 7 gradi, uno standard definito quando le temperature estive di riferimento erano inferiori a quelle registrate oggi.

Di conseguenza, con 39-40 gradi all'esterno, all'interno del veicolo si possono raggiungere temperature intorno ai 32 gradi. Inoltre, per garantire il raffrescamento, il climatizzatore arriva a richiedere circa il 30% dell'energia disponibile, contro il 20% previsto in fase di progettazione, con effetti inevitabili anche sull'autonomia dei mezzi.

Le soluzioni allo studio

Per affrontare il problema, Atac e Iveco stanno lavorando a un aggiornamento del software di gestione dei veicoli che dovrebbe consentire di aumentare il delta termico fino a 10-12 gradi, migliorando così il comfort dei passeggeri durante le giornate più calde.

Parallelamente sono in corso una revisione dei turni di esercizio e il potenziamento della rete dei depositi di ricarica, in particolare presso Magliana e Acilia. Proprio in quest'ultimo impianto è prevista anche una sperimentazione dedicata agli autobus alimentati a idrogeno.

Meno emissioni e autobus elettrici anche fuori dal GRA

Nel suo intervento Patané ha infine rivendicato i benefici ambientali del rinnovo della flotta. Secondo i dati illustrati, un autobus elettrico comporta emissioni indirette pari a circa 300 grammi di CO₂ per chilometro, contro i circa 1.200 grammi di un mezzo diesel, considerando anche il mix energetico nazionale.

A regime, il rinnovo della flotta dovrebbe consentire una riduzione di oltre 40 mila tonnellate di CO₂ all'anno.

L'assessore ha inoltre ricordato che, per la prima volta, autobus elettrici e ibridi sono stati introdotti anche sulle linee affidate ai gestori privati nelle aree periferiche della Capitale, come Tor Bella Monaca, Corviale e Ostia.

Resta ora da verificare se gli aggiornamenti annunciati saranno sufficienti a mitigare gli effetti delle estati sempre più torride. Un tema che non riguarda soltanto Roma, ma tutte le città europee che stanno accelerando la transizione verso flotte a zero emissioni e che si trovano oggi a confrontarsi con condizioni climatiche molto diverse rispetto a quelle considerate nella progettazione dei mezzi.

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