Metro B: nuovi treni in servizio nel 2027
I nuovi treni Hitachi della linea B restano fermi nei collaudi. A oltre un anno dalla consegna manca ancora il via libera ANSFISA.
Un problema, a dire il vero, che non riguarda solo Roma ma anche Milano dove i treni Hitachi del tutto analoghi alle linee romane sono stati da tempo e ancora risultano in collaudo: il primo, addirittura, è stato consegnato nella capitale meneghina il 17 dicembre 2024.
Ora si potrebbe presto dire che il problema sia Hitachi, ma parliamo di una società che ha acquisito l'ex AnsaldoBreda di Reggio Calabria, azienda storicamente specializzata in convogli metropolitani e ferroviari e attiva a livello internazionale.
Quindi al di là delle specificità dei singoli modelli di treno, c'è a nostro modo di vedere anche un tema su quella che è la definizione di sicurezza del convoglio.
Dal 2016, quando avvenne il tragico incidente ferroviario tra Andria e Corato, il paradigma della sicurezza ferroviaria è profondamente cambiato, passando dalla gestione dell'USTIF all'ANSFISA, l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (e delle autostrade).
Ciò ha comportato un irrigidimento delle norme sulla sicurezza ferroviaria, che ha penalizzato soprattutto le linee più vetuste: nel Lazio è celebre il caso della Roma-Civita Castellana-Viterbo sulla quale sono stati inibiti gli incroci sulla tratta extraurbana per carenza di sicurezza nella gestione del traffico mediante giunto telefonico.
Un provvedimento sicuramente doveroso per stimolare i giusti investimenti su ferrovie rimaste ferme al secolo scorso e per evitare il ripetersi di disastri ferroviari così dolorosi nel nostro paese, ma che ha portato ad un'inevitabile rovescio della medaglia. Tempistiche di collaudi più lunghi, NOT più difficili da ottenere e un generale ritardo sulla messa in servizio dei convogli sulle varie linee.
La nostra intenzione non è certamente quella di puntare il dito contro l'ANSFISA, né tantomeno di arrogarci il diritto di definire quale sia il confine tra la carenza e l'eccesso di sicurezza, ma di accendere un faro: l'Italia ha un enorme problema sulla gestione della sicurezza ferroviaria.
Servono indubbiamente più investimenti, sia sulle infrastrutture, sia sull'ANSFISA stessa, che non ha personale sufficiente per gestire i dossier aperti in tutto il Paese, ma anche uno snellimento della burocrazia. Solo così sarà possibile trovare la giusta ragionevolezza nella definizione della "sicurezza" ferroviaria.
L'infomobilità di Odissea Quotidiana su Roma Trasporti News 24