Isole Ambientali: il Comune vince il ricorso al TAR su Portico d'Ottavia
Centro Storico di Roma, il TAR dà ragione al Comune: confermata la pedonalizzazione di Portico d'Ottavia.
Le nuove isole ambientali
Il caso della pedonalizzazione di via di Portico d'Ottavia e delle altre strade del Centro Storico nasce nel 2024 su impulso dell'assessore Patané per cercare di valorizzare le strade oggi occupate dalle automobili e migliorare la sicurezza stradale.
Gli interventi erano stati annunciati a latere dell’evento “Roma si muove”, insieme all’avvio dei lavori del GRAB partiti proprio durante l’incontro presso l’ex rimessa Atac di San Paolo.
Il ricorso al TAR
Di segno opposto alcuni cittadini residenti nel Centro Storico, che hanno presentato un ricorso al TAR del Lazio, presentando come motivazione un presunto "eccesso di potere" da parte del Comune e alcuni vizi di tipo amministrativo, che però il Tribunale stesso non ha ravvisato nel rigetto del ricorso. In particolare la presenza dei posti auto - vero oggetto del contenere - sarà comunque garantita entro massimo 80/90 metri dalle abitazioni, non precludendo di conseguenza l'accessibilità.
Le isole ambientali vanno avanti
All'annuncio da parte de Il Corriere della Sera è seguito il commento dell'assessore alla mobilità Patanè:
Ci sono i leoni da tastiera, che di amministrazione e di mobilità non sanno nulla e commentano ogni provvedimento con lo stesso vocabolario di tre parole: «incapaci», «incompetenti», «sconsiderati». E ci sono i blogheristi che emettono sentenze definitive su materie che non conoscono nemmeno di striscio, convinti che un post basti a fare giurisprudenza.
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Il TAR del Lazio ha respinto quel ricorso (non è una novità: i ricorsi li vinciamo nel 91% dei casi). E lo ha fatto con parole che non lasciano margine all'interpretazione. Le riporto, perché valgono più di qualsiasi mia replica: «gli atti impugnati sono esenti dai vizi denunciati in ricorso», «l'iter procedurale è stato accurato e ha congruamente ponderato gli interessi coinvolti», «gli uffici comunali hanno scrupolosamente analizzato il territorio», «l'istruttoria è stata articolata ed esaustiva», «il ricorso deve essere respinto perché infondato».
[...]
Ecco la differenza, e non è una sfumatura. C'è chi amministra sui dati, sui piani e nel rispetto delle leggi, e mette la firma su atti che reggono davanti a un giudice. E c'è chi fa campagna sugli slogan, o scrive dal divano sentenze che non impegnano nessuno, sicuro di avere sempre ragione perché tanto nessuno gli chiede il conto.
Il punto è proprio questo: le sentenze, quelle vere, le scrivono i giudici. E quando arrivano, si misura la distanza tra chi lavora sui fatti e chi si era limitato a insultare. Io il conto lo accetto sempre — davanti ai cittadini e davanti ai giudici.
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