Hitachi metro B: anatomia di una sconfitta per Roma

Nuovi treni della metro B, Patané rinuncia a dare scadenze: ecco cosa manca prima dell'entrata in servizio.

11 luglio 2026 15:00
Hitachi metro B: anatomia di una sconfitta per Roma -
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40 minuti che hanno il sapore di una resa incondizionata. In questo concetto si può riassumere il lungo video che l'assessore Patané ha pubblicato sul proprio profilo Youtube per raccontare a che punto sono i nuovi treni Hitachi per la linea B della metropolitana di Roma.

Tralasciando la prima mezz'ora, che racconta la storia dei trasporti del complesso procedimento amministrativo - dalla doppia gara, alla rinuncia da parte di CAF - il succo del video si trova negli ultimi 10 minuti e spiega molto di quanto è stato fatto e quanto c'è da fare.

Parola d'ordine: sicurezza

Come raccontato anche sulle pagine di questo blog, il primo treno è un vero e proprio prototipo, benché sia stato preventivamente progettato. Il primo convoglio è quindi l'unico che richiede prove più lunghe, in quanto bisogna accertarsi che tutte le specificità del treno siano pienamente compatibili con l'infrastruttura della linea B e viceversa. Nella prima parte del video Patané ha spiegato tutte le singole prove, mettendo in evidenza la complessità del procedimento.

Tempi lunghi? Non è una anomalia romana

Patané ha chiosato in tal senso sottolineando che gli stessi treni Hitachi consegnati a Milano - giunti a dicembre 2024 - sono ancora fermi nei depositi in attesa di completare le prove. Tempi più o meno comparabili per commesse analoghe sono stati riscontrati - ha riportato l'assessore - nelle città di Madrid, Parigi e Londra.

La valutazione delle penali

Ciò nonostante il produttore si era impegnato a consegnare 8 treni, di cui 6 in servizio, entro dicembre 2025. Impegni presi nero su bianco e per i quali il Dipartimento Mobilità sta valutando - ancora "valutando" sigh - di applicare le penali previste dal contratto.

Numeri ormai milionari e difficilmente saranno a nostro avviso esigibili. In tal senso l'amministrazione potrebbe valutare di commutare tali somme in treni aggiuntivi, in modo tale da arricchire la riserva di convogli a disposizione per le metropolitane.

Basta dare scadenze, ma comunicazione per fasi

Sulla scorta di quanto raccontato, l'assessore ha maturato la decisione di non comunicare più date e promettere scadenze sui convogli, ma dando conto dei prossimi step.

I collaudi sono terminati e le relazioni tecniche sono state consegnate. I prossimi e ultimi passi saranno la formazione della commissione ministeriale, il rilascio del NOE - nulla osta all'esercizio - e l'effettuazione degli ultimi 5mila km a vuoto di giorno.

Bandiera bianca

Come detto in premessa, la lunga spiegazione di Patané ha il sapore di una resa incondizionata. L'assessore, pur aprendosi con umiltà al giudizio dei cittadini, non ha saputo raccontare a nostro avviso i veri motivi dei ritardi nella messa in servizio del treno. Dai problemi dati dai carrelli - al punto tale che il secondo convoglio ha ricevuto un nuovo set di ruote che hanno dovuto ripetere il Nulla Osta Tecnico - alle dimissioni del Direttore dell'Esecuzione del Contratto (DEC) e del Professionista Preposto che hanno allungato enormemente i tempi.

Ci sarebbero anche altre riflessioni da fare sull'irrigidimento spesso esagerato delle norme e dei collaudi richiesti da ANSFISA, ma questo non è nè il tempo, nè il luogo.

La sensazione finale è quella che la messa in servizio dei treni non sia un evento prevedibile e controllabile, bensì sia un "incidente" che avverrà solo se è quando l'allineamento astrale della burocrazia lo permetterà.

Sì, è vero che le competenze di Patanè hanno un confine ben preciso e l'assessore é solo un attore di un più complesso sistema di autorizzazioni e responsabilità, tuttavia in questo video è mancata una parola di contatto tra l'amministrazione e i cittadini: ed è "scusa".

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