Cronaca, opinioni e insulti: quando raccontare un progetto diventa un processo

Raccontare un progetto non significa sostenerlo. Una riflessione sul nostro ruolo, la differenza tra cronaca e opinione e il rispetto del confronto pubblico.

07 luglio 2026 15:00
Cronaca, opinioni e insulti: quando raccontare un progetto diventa un processo -
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“Io penso che dovresti vergognarti di questa marchetta. Ma tanto eh. Mi limito, perché la tua disonestà intellettuale è palese, a dirti che sei pure massimamente ignorante: con la chiusura "Il Parco del Mare non è soltanto un intervento di riqualificazione urbana: è una nuova idea di città" hai toccato il fondo.”

La voce di Ulisse? Sarebbe il caso di non mettere in mezzo la storia e l'epica. Corri seriamente di perdere qualsiasi credibilità. la tua e quella di Ulisse. Omero si sta rigirando nella tomba. Se vuoi parlare di qualche argomento che non conosci informati. Che gusto c'è fare da megafono a queste spudorate veline dove si parlerebbe di migliorare il collegamento tra la città e il mare? ma quando mai, ASSOLUTAMEMTE NO!!! Questa è pura DISINFORMAZIONE! Conosci il progetto? Direi proprio di no.🤬”

“Sarà una trasmissione comica o tragica? Forse tragi-comica!”

“Povero Ulisse. Che brutta fine diventare il megafono delle veline...”

“Altra marchetta a incompetenti che fanno progetti coi piedi”

“Non doveva sposare la visione critica, ma almeno SIMULARE le domande;

- perché il progetto è stato approvato con poteri commissariali?

- perché la variante urbanistica è passata attraverso deroghe?

+ come si concilia il finanziamento FESR con la procedura giubilare?

- quali osservazioni hanno presentato cittadini e associazioni?

- perché LabUr/Pirone/ecc hanno depositato osservazioni tecniche?

- quali sono le criticità evidenziate nella Conferenza di Servizi?

E invece niente... Buffone!”

Questi sono alcuni dei commenti, almeno quelli pubblicabili, apparsi sotto al post dedicato al Podcast La Voce di Ulisse sul tema Parco del Mare, un progetto di stretta attualità, molto discutibile, molto discusso, da pochi condiviso, se non osteggiato.

Ma non è questo il punto. A leggere i commenti all’intervista, vedo pochi interventi nel merito, molti insulti rivolti alla mia persona e all’intervistato.

Sarebbe stato meglio se Marco, conduttore del podcast, avesse dato del pagliaccio incapace al suo interlocutore ed invitarlo a buttare il progetto? Mi chiedo e vi chiedo stato meglio? Così non sarebbe stata una marchetta o una velina?

No, non sarebbe stato meglio, perché non sarebbe stato professionale.

C’è una sottile, ma importante, differenza tra fare cronaca e fare opinione, se si fa cronaca si raccontano i fatti e i progetti, si cerca per quanto è nelle nostre possibilità di far parlare l’interlocutore di turno facendo trasparire il meno possibile le proprie opinioni, si può incalzare o meno l’interlocutore, ma non credo che gli si possa dare del pupazzo.

Spiego come funziona: abbiamo realizzato un podcast invitando l’Assessore Veloccia per parlare del progetto, una volta che il prodotto è stato realizzato, lo si pubblica e si invita al commento nel merito. Invece ho visto tanti insulti e pochi interventi a tema.

La linea di Odissea Quotidiana da sempre è quella di raccontare i fatti dando voce a tutti coloro che vogliono esprimerla, sia che siano privati cittadini come me, oppure referenti di Associazioni, fino ad esponenti politici ed amministrativi della città.

Si può essere d’accordo o meno, ma non è tollerabile dare del venduto né a me, né soprattutto ai ragazzi che, pur non essendo professionisti, studiano e si applicano per rendere questo un forum autorevole e un posto dove raccontare liberamente Roma e le sue innumerevoli storie.

Con immutata stima.

Andrea

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