Concerto di Ultimo, Patanè e Atac: oltre 175 mila viaggiatori trasportati e metro aperte tutta la notte

Bilancio del piano trasporti per il concerto di Ultimo a Tor Vergata: oltre 175 mila passeggeri, metro aperte tutta la notte, criticità sulla linea C e riflessioni sulla scelta della location.

05 luglio 2026 21:05
Concerto di Ultimo, Patanè e Atac: oltre 175 mila viaggiatori trasportati e metro aperte tutta la notte -
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Oltre 175 mila passeggeri trasportati, 1.575 corse metro programmate, più di 260 treni straordinari e oltre 400 addetti aggiuntivi rispetto a un normale fine settimana. Sono questi i numeri diffusi da Atac e richiamati dall'assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè, al termine del piano straordinario predisposto per il concerto di Ultimo a Tor Vergata.

Patanè: "Sistema di trasporto pubblico all'altezza dell'evento"

In una dichiarazione diffusa da Roma Capitale, l'assessore Eugenio Patanè ha affermato che i dati registrati confermano "l'eccezionale richiamo dell'evento" e la capacità del sistema di trasporto pubblico romano di gestire flussi di traffico molto elevati.

L'assessore ha ricordato che le linee metro A, B-B1 e C sono rimaste aperte senza interruzioni per tutta la notte e ha sottolineato il lavoro svolto dal personale di esercizio, delle sale operative, della direzione della circolazione, della manutenzione, della security e delle pulizie.

Patanè ha inoltre evidenziato che gli episodi verificatisi sulla linea C, tra attivazioni improprie delle maniglie di emergenza e l'ingresso di persone sui binari, sono stati risolti in circa venti minuti, consentendo la ripresa del servizio.

Nel ringraziare il personale coinvolto, l'assessore ha esteso il riconoscimento anche a tassisti, noleggiatori con conducente, operatori dei bus e delle navette, gestori dei servizi di sharing, tecnici di Roma Servizi per la Mobilità e cittadini che hanno scelto di utilizzare il trasporto pubblico.

Atac: oltre 400 addetti in più per il servizio straordinario

In una nota ripresa dall'agenzia Dire, Atac ha definito l'organizzazione predisposta per il concerto una delle operazioni più complesse affrontate dall'azienda, paragonandola a quella realizzata in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù.

Secondo l'azienda, durante il servizio straordinario sono stati trasportati oltre 175 mila viaggiatori. L'intera rete metropolitana è rimasta aperta ininterrottamente dall'inizio del servizio di sabato, con 1.575 corse programmate e oltre 260 treni straordinari.

Per garantire l'assistenza ai passeggeri e la gestione dell'esercizio sono stati impiegati oltre 400 addetti aggiuntivi nei settori della conduzione dei treni, delle sale operative, della direzione della circolazione, della manutenzione, della security e delle pulizie.

Gli episodi sulla linea C

Atac ha riferito che il servizio si è svolto regolarmente salvo alcuni atti vandalici sulla linea C.

Nel tardo pomeriggio di sabato l'azionamento delle maniglie di emergenza nelle stazioni di Teano e Finocchio ha provocato rallentamenti, successivamente risolti dal personale.

Intorno alle 2.30 di domenica alcune persone si sono introdotte sui binari nei pressi di Giardinetti, rendendo necessari controlli che hanno rallentato la circolazione per circa venti minuti. Successivamente si sono verificati altri azionamenti impropri delle maniglie di emergenza nelle stazioni di Pigneto e Pantano, con servizio ripristinato in tempi rapidi.

No, Tor Vergata non è l'area giusta per Roma

Guardando ai singoli atti vandalici, il bilancio sui trasporti per questo concerto ha il sapore di una tiepida sufficienza. Se da una parte la metro C ha espresso tutto quello che poteva dare, avendo soli 10 treni a disposizione, dall'altra la metro A è risultata troppo lontana da raggiungere.

Quindi al di là dell'ego dei numeri, ciò che resta del concerto di Ultimo è un'arena - quella di Tor Vergata - del tutto scollegata dal resto della città.

Ai tempi della Giornata Mondiale della Gioventù a supportate il deflusso erano state le centinaia di navette, questa volta del tutto insufficienti rispetto alle necessità.

La conclusione è drammaticamente ovvia. I grandi eventi si devono svolgere in luoghi raggiungibili con i mezzi pubblici, non in lande desolate lontano da tutto e da tutti.

Quando la metro C non sarà un treno regionale, la metro A tornerà a passare ogni 3 minuti e ci sarà la tramvia Termini-Tor Vergata allora, forse, ci si potrà ragionare.

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