Termini-Centocelle, MetroxRoma affonda: "il trenino può riaprire"
Scontro sul futuro della Termini-Centocelle: MetroxRoma accusa Atac di errori nella relazione tecnica sull’incidente.
Il primo punto sollevato è il mancato interpello dell'ente proprietario della linea, ovvero Roma Capitale, che non è stata chiamata in causa.
Non si capisce come possa istituirsi una Commissione Tecnica di Inchiesta in assenza dell’ente proprietario degli impianti, che da contratto è competente per la manutenzione straordinaria, e, pertanto, come si possano esprimere valutazioni in assenza della relativa parte tecnica.
Il secondo elemento fondante che secondo il comitato "forzerebbe" la riattivazione del trenino, vi sarebbe la menzione di due norme USTIF del 2019 che classificano il trenino della casilino come un "sistema ferroviario a marcia tranviaria". Queste limitazioni permettevano l’esercizio in assenza di un sistema di segnalamento ferroviario lungo tutta la linea, con la circolazione ai passaggi a livello regolata da banali semafori stradali e in assenza di un sistema di “uomo morto” particolarmente performante. Riporta il Comitato.
Secondo MetroxRoma il trenino sarebbe, dunque, un tram a tutti gli effetti un tram-treno ai sensi del Decreto dirigenziale ANSFISA/MIT n. 214 del 25/09/2025 sul quale non sussiste alcun tipo di obbligo di segnalamento ferroviario.
Conseguentemente la prescrizione del train stop sul tratto a binario compenetrato a Ponte Casilino sarebbe nulla e il trenino potrebbe riaprire immediatamente.
Il rovescio della medaglia (?)
Premettendo che noi stessi non conosciamo completamente la normativa del settore, è comunque evidente che un upgrade dei sistemi di sicurezza è ampiamente previsto dal progetto di trasformazione in tramvia Termini-Tor Vergata. Nei tratti a binario singolo di Santa Bibiana, Ponte Casilino e di Casilina/Torrenova infatti i tram circoleranno con un sistema di blocco automatico del tram in caso di superamento indebito della via impedita.
Medesima cosa riguarda infrastrutture assimilabili, come la moderna tramvia di Bologna dove sull'attraversamento del Ponte Lungo la sede sarà gestita a binario unico con circolazione alternata con dispositivi di sicurezza del tutto assimilabili a quelli della Termini-Tor Vergata.
Insomma, l'ANSFISA può comunque intervenire prescrivendo nuovi dispositivi di protezione della marcia: il tema è comprendere se il trenino, al quale sarebbero rimasti comunque 10/12 mesi di vita, può essere "tollerato" mediante una riattivazione in regime transitorio con i sistemi di sicurezza esistenti.