Roma Capitale: riforma sospesa, si lacera l'intesa bipartisan
Roma Capitale: Meloni congela la riforma dopo il voto alla Camera, iter a rischio.
A questo punto mi pare che non ci siano i margini per andare avanti con il provvedimento che senza una maggioranza dei due terzi ha pochissime probabilità di diventare legge.
Ha commentato la premier in un durissimo post sui social, criticando l'astensione del Partito Democratico.
Il testo era passato con 159 voti favorevoli, 33 contrari e 55 astenuti, questi ultimi quasi tutti del PD che aveva commentato l'astensione come "costruttiva", in attesa di rafforzare la legge con la certezza dei finanziamenti necessari al funzionamento di Roma sotto lo status speciale di Capitale.
Una manovra politica che ha sancito lo strappo con la maggioranza di destra e ha portato la Meloni a bloccare l'iter della riforma.
In attesa di una "pace del Campo Largo", così commentano alcuni osservatori, c'è chi ritiene che lo stop alla riforma sia funzionale alla campagna elettorale che vedrà il Campidoglio l'epicentro della prossima battaglia politica.
Da una parte Gualtieri ha già esternato la propria convinzione che i poteri speciali sono necessari e non più rinviabili, dall'altra parte il centrodestra sembra ancora incapace di esprimere un candidato unitario.
L'idea sarebbe, dunque, quella di non dare un vantaggio politico a Gualtieri ritardando appositamente il varo della riforma agli esiti del voto romano.