Nodo ferroviario di Roma, Patanè lancia l'allarme:"Investimenti tagliati"
Nodo ferroviario Roma: Patané denuncia tagli ai fondi, da 6 a 1,6 miliardi. ART critica il piano del Governo e l’assenza di nuove linee.
Partendo dai 425 milioni del PNRR cancellati nel 2022, l'attuale plafond disponibile per la Capitale si è ridotto dai 6 miliardi originari ad appena 1,6.
Una riduzione ingiustificata, visto e considerato che sulla Capitale insistono una serie di potenziamenti infrastrutturali tra cui quello dell'aeroporto di Fiumicino che richiederebbe un ampliamento della capacità dell'infrastruttura ferroviaria.
A rimarcare il punto è anche l'Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) che ha espresso il proprio parere negativo circa il Documento Strategico Pluriennale della Mobilità (DSPM) 2026 presentato dal Governo qualche giorno fa.
Nel proprio documento l'Autorità ha sottolineato come la commistione di traffici a diverse velocità (Alta Velocità, Intercity e Regionale) paralizzi le grandi stazioni di Roma come Termini, oppure ancora che la Direttissima Roma-Firenze sia ormai satura di contro alla Linea Lenta che risulta del tutto insoddisfacente alle esigenze del territorio.
Il tutto avviene senza che vengano formulate ipotesi di nuove tratte ferroviarie, come una terza linea Roma-Firenze che potrebbe supplire alla domanda crescente di treni.
Insomma, lo sviluppo ferroviario del Lazio risulta quasi completamente paralizzato: gli unici interventi in corso, come il raddoppio della FL8 o la nuova stazione del Pigneto, appaiono come un pannicello caldo in un contesto di crisi sistemica della rete.