Semafori intelligenti a Roma: il futuro della mobilità con la luce bianca e le smart road
Il futuro della mobilità a Roma passa dai semafori intelligenti e dalle smart road: luce bianca per veicoli autonomi, traffico ottimizzato e sicurezza stradale per una città più efficiente.
La quarta luce: il semaforo bianco
Il concetto del semaforo bianco nasce per rispondere alle esigenze di un traffico sempre più digitale e interconnesso. Come spiega Luigi Di Matteo, responsabile dell’Area tecnica di Aci, la luce bianca serve a segnalare che l’incrocio è gestito principalmente dai veicoli autonomi e dai sistemi digitali di coordinamento. In pratica, quando il segnale bianco è attivo, i veicoli connessi comunicano tra loro e con l’infrastruttura stradale, ottimizzando automaticamente il flusso di circolazione.
Per gli automobilisti tradizionali, il messaggio è quello di seguire il veicolo che precede, lasciando che il sistema coordini i movimenti complessivi. L’obiettivo è duplice: ridurre i tempi di attesa e migliorare la fluidità del traffico, sfruttando la capacità di calcolo e comunicazione dei veicoli autonomi. Questo segnale rappresenta un’evoluzione rispetto al semaforo a tre colori, integrando la gestione dinamica del traffico con la mobilità del futuro.
Smart road e gestione del traffico
Le smart road non eliminano il traffico, ma ne aumentano l’efficienza. Grazie a sensori, telecamere e sistemi di comunicazione veicolo-infrastruttura (V2I) e veicolo-veicolo (V2V), la rete stradale può adattarsi in tempo reale alle condizioni del momento. Semafori intelligenti regolano i tempi in base ai flussi effettivi, sistemi di informazione suggeriscono percorsi alternativi e corsie o limiti di velocità possono essere gestiti dinamicamente.
Il vantaggio è evidente: minori congestioni, tempi di percorrenza più rapidi e riduzione delle emissioni di CO₂. Dal punto di vista della sicurezza, queste tecnologie contribuiscono a prevenire incidenti, rilevando ostacoli o anomalie sulla strada e comunicando immediatamente ai veicoli connessi. Tuttavia, rimangono ancora da chiarire alcuni punti, come la sicurezza informatica e la convivenza tra veicoli tradizionali e autonomi.
La storia dei semafori
La storia dei semafori è un percorso affascinante. Il primo dispositivo per regolare il traffico fu installato a Londra nel 1868, con bracci meccanici e lampade a gas simili ai segnali ferroviari. Con la diffusione dell’automobile, all’inizio del Novecento comparvero i primi semafori elettrici negli Stati Uniti. Negli anni Venti si affermò il sistema a tre colori – rosso, giallo e verde – ancora oggi utilizzato in tutto il mondo.
Nel secondo dopoguerra, la gestione dei semafori divenne coordinata tra più incroci, mentre successivamente furono introdotti sistemi computerizzati e sensori per adattare i tempi alla reale densità del traffico. Oggi, con la diffusione della guida autonoma, i semafori si stanno trasformando in nodi intelligenti di reti digitali, con segnali come la luce bianca pensati per coordinare il traffico in modo più sicuro e fluido.
La situazione a Roma
Roma dispone di una rete semaforica composta da 1.458 impianti, di cui 793 centralizzati sulla rete principale delle arterie cittadine, tra cui Colombo, Laurentina, Appia, Tuscolana e Casilina. La gestione è affidata a Roma Servizi per la Mobilità, che cura manutenzione, coordinamento e innovazioni tecnologiche. Tutti gli impianti di nuova realizzazione utilizzano lanterne a LED, più efficienti e durature.
Ogni semaforo è collegato a una rete di impianti, permettendo la regolazione coordinata dei tempi di verde e rosso tramite un elaboratore che analizza le condizioni del traffico. La città conta 110 attraversamenti pedonali luminosi e 74 colonnine lampeggianti, con circa 900 interventi di manutenzione al mese.
Il nuovo Codice della Strada pone grande attenzione alla sicurezza dei pedoni. L’attraversamento deve iniziare solo in presenza del verde, mentre il giallo pedonale calcola la durata necessaria per completare in sicurezza il passaggio, anche per utenti più lenti come anziani o bambini. Per agevolare i pedoni, alcuni semafori sono dotati del dispositivo “countdown”, un display a due cifre che indica i secondi residui del verde o del giallo pedonale. Attualmente Roma conta 147 semafori con countdown, mentre la fornitura di 630 nuovi impianti è in fase di completamento e le installazioni inizieranno nel secondo semestre del 2026.
I semafori intelligenti e le smart road rappresentano un elemento chiave della mobilità urbana del futuro. A Roma, l’introduzione della luce bianca e l’espansione dei sistemi di gestione digitale del traffico promettono di rendere gli spostamenti più rapidi, sicuri ed efficienti, riducendo l’impatto ambientale e migliorando l’esperienza di guida per tutti.
Il percorso verso una città con traffico connesso e veicoli autonomi è iniziato: osservare le evoluzioni tecnologiche di oggi permette di immaginare una Roma più fluida e sicura domani.