Tram: che fine ha fatto l’asservimento semaforico?

La sperimentazione della priorità semaforica sui tram fu provata a Roma nel 2018: benefici, problemi e mancata implementazione.

19 marzo 2026 17:00
Tram: che fine ha fatto l’asservimento semaforico? -
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Correva l’anno 2018, la giunta Raggi si era insediata da quasi due anni e il servizio di superficie offerto da Atac era ai minimi storici. Tuttavia, c’era la necessità di dare una svolta al trasporto pubblico romano e perciò si pensò di avviare la sperimentazione della precedenza semaforica per i tram.

Il sistema era molto semplice: veicolo e semaforo comunicavano mediante un software dedicato.

Questo software era in grado di rilevare la posizione in tempo reale del mezzo e comunicarla al sistema di gestione degli impianti semaforici di viale Trastevere che poi avrebbe determinato una strategia di priorità cercando di far trovare verde il semaforo al momento del passaggio del tram.

In questo modo si sarebbe riusciti a ridurre notevolmente i tempi di percorrenza aumentando la soddisfazione dell’utenza che avrebbe potuto usufruire di un mezzo di trasporto più rapido delle automobili.

La sperimentazione venne avviata nell’aprile 2018 su viale Trastevere a servizio delle linee 3 e 8. Tuttavia, dei risultati ottenuti non si ha niente più di una generica soddisfazione da parte delle figure istituzionali. Quel che sappiamo per certo è che già pochi giorni dopo l’avvio delle prove di questo sistema, alcune vetture tramviarie vennero sabotate mediante pezzi di plastica o legno per bloccare l’impianto. Dopo la breve parentesi di prova non se ne fece più nulla e l'asservimento venne dimenticato.

La mancata implementazione della priorità semaforica mostra, ancora una volta, l’assenza di una visione che metta al centro il trasporto pubblico. Persino nel PUMS, che dovrebbe dare le linee guida di sviluppo della mobilità cittadina, si fa giusto qualche accenno senza sbilanciarsi sull’effettiva necessità di introdurre questo sistema e tantomeno sui tempi per la sua realizzazione.

Eppure, a livello internazionale le città che hanno introdotto l’asservimento semaforico sono molteplici godendo dei numerosi benefici che esso comporta.

Infatti, in base ai numerosi studi effettuati, si è rilevato che l’asservimento semaforico comporta una riduzione dei tempi di percorrenza che varia tra il 10% e il 20%. Un tempo di percorrenza ridotto porta con sé più benefici:

  • Maggiore puntualità perché sarà possibile stimare più efficacemente gli orari di passaggio del tram in quanto esso non dipende dai semafori presenti lungo il percorso;

  • Maggiore regolarità perché diminuendo le variabili lungo il percorso (in questo caso le attese al semaforo) è possibile avere dei tram che impieghino all’incirca tutti lo stesso tempo per percorrere una stessa linea e di conseguenza essi saranno tutti equamente distanziati evitando scene come quella di 2 o 3 tram uno ravvicinato all’altro e poi attese di mezz’ora come talvolta avviene;

  • Riduzione dei costi d’esercizio perché per coprire uno stesso percorso serve meno tempo e quindi servirà meno personale e meno mezzi per offrire la medesima qualità di servizio su una stessa linea. L’eventuale risparmio potrebbe essere reinvestito migliorando la qualità del servizio offerto aumentando la frequenza.

Inoltre, mediante la priorità semaforica, si riducono le fasi di frenata e accelerazione ottenendo un corposo risparmio sia energetico che manutentivo poiché le componenti meccaniche sono stressate molto di meno.

Tutti vantaggi che sono ben conosciuti non solo in Europa ma anche in Italia: Torino, ad esempio, ha implementato un sistema di asservimento semaforico sin dagli anni 90.

Non sono sufficienti proclami e aperti sostegni da parte della politica ma serve sedersi a un tavolo con i principali attori protagonisti della mobilità a Roma per studiare dove e come implementare l’asservimento semaforico sui principali assi tramviari oppure riattivarlo dove esso era già presente ma erroneamente disattivato.

Insomma, in una Capitale dove la scarsa quantità di vetture per effettuare il servizio e la lentezza generale delle linee esistenti sono la causa di un pessimo servizio erogato ai cittadini, l’introduzione di nuove tecnologie che favoriscano il trasporto pubblico potrebbero aiutare a risollevare una situazione molto critica per il servizio tramviario romano.

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