Atac: Roma è pronta ad ospitare i bus a idrogeno?

Si tratterà di una sfida tecnica decisamente singolare eimpegnativa per la Capitale.

30 gennaio 2026 09:00
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Idrogeno sì o idrogeno no? Mentre proseguono in questi mesi le attività propedeutiche alla progettazione dell’impianto di produzione dell’idrogeno ad Acilia, che dovrebbe ospitare i primi bus a emissioni zero, ci chiediamo seRoma sia pronta ad ospitare una tecnologia ancora così poco consolidata.

Sì, perché se da una parte i bus a batteria negli ultimi 20anni si sono completamente trasformati tecnologicamente, divenendo a tutti glieffetti uno standard per il mercato del settore, dall’altra parte l’idrogeno stentaa decollare.

È di esempio, in tal senso, il recente fallimento dei treni a idrogeno in Bassa Sassonia, dove la LNVG – il gestore ferroviario – stavalutando di fermare definitivamente i convogli a emissioni zero in circolazione.A pesare sono gli elevati tassi di malfunzionamenti e tempi di inattività,complicati dalla mancanza di personale adeguatamente formato per lamanutenzione e la gestione del sistema a idrogeno. Altro tema importante è l’approvvigionamentodel carburante, l’idrogeno appunto, che in Sassonia è ottenuto dallo scartodelle lavorazioni delle aziende chimiche.

A Roma, fortunatamente, il progetto di trasformazione dellarimessa di Acilia prevede l’implementazione di un sistema di produzione dellamateria prima mediante pannelli solari. In una prima fase l’impianto dovrebbe produrre 560 kg di gas al giorno per alimentare 30 autobus, per un costocomplessivo di 19,5 milioni di euro. La seconda fase prevederebbe l’incrementodi produzione fino a 1.800 kg di idrogeno per alimentare ben 113 bus, ma qui ilcondizionale è d’obbligo.

I problemi manutentivi verificatisi con i treni a idrogenopotrebbero colpire anche gli impianti di alimentazione di bus, ulteriormentestressati dalle proverbiali buche romane.

Ulteriore elemento di riflessione è la scarsa diffusione chequesta tecnologia ha avuto nelle città del mondo, a partire dall’avanguardistaMilano che dal 2010, con soli 3 bus Mercedes-Benz O530N Citaro FaceliftHydrogen in servizio.

La speranza è che i nostri amministratori locali nonvogliano puntare sui bus a idrogeno per mera “moda green” e che l’eventualesperimentazione ad Acilia dia risultati migliori rispetto ad analogheesperienze finora maturate.



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