Bike sharing comunale: la fine della riforma cartelloni

La delibera voluta dall'ex sindaco Marino per finanziare il bike sharingcomunale è rimasta e rimarrà inapplicata.

02 agosto 2025 15:00
Bike sharing comunale: la fine della riforma cartelloni -
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Bike sharing comunale: la fine della riforma cartelloni
Bike sharing comunale: la fine della riforma cartelloni
Se ti piace il nostro lavoro, allora supportaci, basta un caffè! Come noto, dopo lo scandalo della “cartellopoli” romana esplosanel 2009 e proseguita fino ai giorni nostri, l’amministrazione capitolina sifece promotrice di una radicale riforma della regolamentazione degli impiantipubblicitari. La riforma dei cartelloni pubblicitari a Romasi sarebbe nelle seguenti tre fasi:

  • approvazione del Piano Regolatore degli ImpiantiPubblicitari (PRIP);
  • approvazione dei Piani di Localizzazione degli Impianti edei Mezzi Pubblicitari (PiaLMIP);
  • aggiudicazione della gestione decennale degli impiantitramite bandi di gara.

Il primo passo fu compiuto con le DAC 49/2014 e 50/2014, cheapprovarono il PRIP sotto la forma del nuovo Regolamento e gettando le basi peril passo successivo. Il precipitare degli eventi politici e la fine anticipatadella consiliatura Marino non rallentarono, stranamente, il processo e sotto l’amministrazionedel Commissario Straordinario Tronca fu approvata la DCSAC 19/2016 contenente icriteri per la redazione dei PiaLMIP.

Successivamente con la neoamministrazione Raggi furono approvatii PiaLMIP, precisamente con DGCa 243/2017. Infine, a causa del mutamento dellalegislazione del settore a seguito della Legge di Bilancio 2020, il PRIP fu aggiornatocon DAC 141/2020. All’interno della delibera fu ribadito che restava nelle intenzionidell’amministrazione quella di proseguire con le gare d’appalto, rompendo ilmonopolio degli attuali gestori degli impianti pubblicitari.

Delle gare, alla fine, non se ne fece nulla, neanche con l’attualeamministrazione Gualtieri. In particolare, in una commissione commercio del febbraio 2023 è stata sancita la morte tecnica della riforma promossa da Ignazio Marino in favore di un non precisato affidamento degli impianti medianteproject financing. Anche questa soluzione è, naturalmente, caduta neldimenticatoio.

 

Ma cosa hanno a che fare i trasporti con i cartellonipubblicitari? Ebbene, secondo il PiaLMIP approvato nel 2017 nell'ambito dellasuperficie previste per impianti di proprietà privata su suolo pubblico (pari acomplessivi 59.750 mq) si sarebbero dovute individuare quote riservate aimpianti per servizi di pubblica utilità i cui proventi siano finalizzati alfinanziamento del servizio di bike-sharing (per una superficie di 7.500 mqestendibile a 10.000 mq) e della realizzazione e gestione di servizi igienicipubblici (pari a 5.000 mq) oltre ad una ulteriore quota deve essere riservataalla esposizione pubblicitaria di iniziative culturali e dello spettacolo (cdcircuito cultura e spettacolo).

Parte degli introiti pubblicitari, in sostanza, sarebbero serviti a riattivare ilbike sharing comunale, dopo il rovinoso fallimento del sistema station-based gestito da Atac e Roma Servizi per la Mobilità tra il 2008 e il 2012.

Purtroppo della riforma dei cartelloni non se ne farà piùnulla, così come del bike sharing a gestione comunale. Con i servizi affidati aiprivati partiti lo scorso anno tra bici e monopattini e la mancanza di una reale volontà nell’attivare unservizio di pubblica proprietà, Roma è destinata a rimanere una delle poche città europee in cui lo sharing sarà completamente in mano agli umori e ai bilanci delle imprese private: una sconfitta per la Capitale d'Italia.



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