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I guai della Roma-Lido


roma-lido


La Roma-Lido non ha treni vecchi, ha solo treni non adatti alla linea, ho ricevuto questo commento a margine dei festeggiamenti del quarto Premio Caronte consecutivo e mi è sembrata una rigorosa disamina del materiare rotabile scartato nel corso degli ultimi anni. treni che al momento avrebbero potuto farci comodo



A me fa ridere quando si parla, specie per la Roma-Lido, di "treni vecchi". A parte che i convogli in servizio sulla linea del litorale romano, non sono affatto "vecchi", nè cronologicamente nè concettualmente, il vero problema non è l'età media del treno, il quale per sua natura è un mezzo longevo, potendo durare anche più di 40 anni, ma la manutenzione.

Un convoglio può anche non essere recentissimo, ma se sottoposto a manutenzione e revisioni cicliche regolari ed accurate, non crea problemi, ed in taluni casi può garantire un'affidabilità pure superiore a quella di treni di costruzione più recente.

Nel caso della Roma-Lido, il vero problema che affligge i rotabili oggi in servizio, che non si vuole capire, è che gli stessi non sono, in realtà, stati progettati per una ferrovia suburbana, ma per una metropolitana.

La quale ultima ha caratteristiche sostanzialmente differenti da quelle, appunto, di una ferrovia regionale ex concessa: la Roma-Lido è più una ferrovia suburbana, quindi con fermate non troppo vicine tra loro e con necessità, quindi, di treni adatti ad un servizio di natura suburbana, i quali debbono avere caratteristiche differenti:
  • minore numero di porte
  • maggiori posti a sedere
  • rapporti di trasmissione più lunghi
  • maggiore protezione delle apparecchiature nei confronti di intemperie e sbalzi di temperatura (essendo la Lido all'aperto e non sotterranea)
Purtroppo, invece di ammodernare e ristrutturare - in attesa di nuovi acquisti "ad hoc" - i treni precedenti, che erano realmente adatti alla Lido, mi riferisco ai treni serie MR, li si è voluti accantonare a tutti i costi per metterci convogli prelevati dalla linea A, magari più moderni ma concettualmente - appunto - molto poco adatti alla Roma-Lido.



Sempre sul discorso rotabili Roma-Lido, vorrei fare qualche ulteriore precisazione.

Alla fine degli anni novanta erano state ristrutturate 16 elettromotrici serie MR100 - ora andate in demolizione, come dimostrano queste foto - con casse di nuova costruzione ed equipaggiamenti elettrici recuperati e sottoposti a revisione.

Materiale concettualmente non giovanissimo, avevano ancora azionamento reostatico, ma sicuramente adatto alla Roma-Lido anche come forma delle casse, numero delle porte e posti a sedere (riclassificate MR600 - la descrizione da Metro4Dummies).

Dopo non moltissimi anni, anche queste sono state totalmente accantonate, per mettere appunto le MA100 ex linea A (non adatte alla Lido, come già detto) nonchè i convogli CAF, sempre ex linea A, certamente moderni ma anch'essi non molto adatti alla Lido.

Altro materiale ingiustamente accantonato sono stati i sei treni serie 500, anch'essi adatti alla Lido come caratteristiche tecniche e altro, che invece avrebbero potuto benissimo essere anch'essi ammodernati.

Tutto questo per mettere, appunto, i treni serie MA100 - treno al quale abbiamo dedicato anche un e-book - poi già accantonati, nonchè gli 8 treni serie MA200 - ribattezzate scherzosamente MA(h)200 - sempre ex linea A e quindi poco adatti, tra l'altro rotabili quasi sperimentali ed innovativi, ma non molto affidabili, che hanno creato e creano problemi di vario tipo, nonchè altri 3 treni CAF ex (stavolta) metro B.

Va infine ricordato che un altro dei motivi per cui tutti questi rotabili sono poco adatti alla Lido è la sagoma di quest'ultima, di tipo ferroviario, quindi più larga di quella metropolitana, ciò che ha comportato il dover adattare i vari treni ex metro A e B tramite varie modifiche, non sempre riuscitissime.

E giova infine notare che il materiale accantonato, essendo di sagoma ferroviaria (eccetto i treni serie 500) era anche più capiente di quello metropolitano attualmente utilizzato, essendo più largo e più lungo...






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2 Commenti

Anonimo ha detto…
Sulle poco sensate scelte dei rotabili da impiegare sulla Roma-Lido, vorrei fare anche qualche altra considerazione. Purtroppo, negli ultimi anni, nelle aziende di trasporto romane sono subentrati due fattori a mio avviso negativi. Il primo è che molte scelte sono state fatte più da un punto di vista politico che tecnico. Il secondo riguarda il fatto che occorrerebbe anche ricreare o, comunque, reincrementare, sempre nelle aziende di trasporto romane, quella competenza tecnica che è andata purtroppo un po' perdendosi negli ultimi anni, e che invece un tempo raggiunse valori ragguardevoli. Si pensi che la Roma-Lido fu all'avanguardia in Italia per due aspetti: i marciapiedi all'altezza del pavimento delle carrozze (prima in Italia, o forse seconda dopo la Napoli-Portici) ed i treni navetta con treno spinto e locomotore elettrico in coda completamente telecomandato ed impresenziato, sistema che, più avanzato di quelle delle FS di quegli anni, venne studiato dal direttore di esercizio dell'epoca, ing. Giovanni Sirletti, con il capo servizio trazione, perito industriale Andrea Buranelli (anni trenta parlo), pratica di esercizio che fu inaugurata nel luglio 1949 e durò in pratica fino agli anni novanta, quando fu dismesso l'ultimo convoglio di locomotore e carrozze. Del resto, giova ricordare che, a Roma, l'ing. Roberto Saglio dell'allora ATAG fu il progettista del tram romano MRS, che fece servizio per oltre settant'anni (1927-2003, ed ancora esistono alcune vetture storiche in ordine di marcia). L'ing. Mario Urbinati, della allora STEFER, progettò il tram articolato con giostra Urbinati, la quale, brevettata con la Stanga di Padova, fu applicata per la prima volta al mondo sul tram 401 delle Tramvie dei Castelli, tuttora esistente ed in corso di restauro a Torino, dove tornerà a circolare come tram storico. Ecco, se oggi è impensabile progettare veicoli direttamente da parte delle stesse aziende di trasporto, rimane il fatto che queste ultime debbono avere tecnici con competenze non inferiori a quelli delle ditte costruttrici, al fine di non dipendere troppo dalle scelte o dalle proposte di queste ultime. Qui a Roma, invece si è arrivati ad assistere ad utilizzi del materiale mobile assurdi: a parte il caso della Lido, si assiste ad autobus extraurbani impiegati su linee urbane (vedasi le linee di Acilia, esercitate con i Mercedes interurbani azzurri serie 6000) e linee di autobus extraurbane, come la Montebello-Viterbo, esercitate con vetture suburbane anzichè interurbane (i Mercedes serie 8100).
Unknown ha detto…
Questo articolo dice le stesse cose che dico io sulla Roma lido, dovevano rimanere le MR 300, 500 e 600 con i dovuti ammodernamenti di aria condizionata, poi si sarebbero dovuti acquistare treni nuovi ma non per sostituire, per affiancare gli altri in modo da aumentare le corse e diminuire il tempo di attesa