Guida autonoma e SAE4: a che punto è l'Italia?

Guida autonoma nel TPL, da Merano a Torino e Imperia: le sperimentazioni SAE 4 in Italia fanno da apripista alla manifestazione d’interesse di Roma.

A cura di Redazione
25 ottobre 2026 11:00
Guida autonoma e SAE4: a che punto è l'Italia? -
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A fine agosto Roma Capitale ha pubblicato una manifestazione d'interesse sulla guida autonoma e, in particolare, sui veicoli con automazione di livello SAE 4, cioè in grado di svolgere autonomamente tutte le funzioni di guida all'interno di specifiche condizioni operative.

Roma però non è il primo caso in Italia in cui una città si interessa al tema. Anzi, ci sono casi in cui la sperimentazione è già avvenuta con successo ed è ormai conclusa.

Le prime sperimentazioni italiane

Uno dei primi casi italiani di rilievo è quello di Merano (BZ), che tra il 25 novembre e il 1 dicembre 2019 ha sperimentato un minibus elettrico a guida autonoma nel centro città su un percorso di circa 350 metri con due fermate, trasportando anche diversi cittadini o semplici curiosi. La sperimentazione è avvenuta nel contesto del progetto Mentor-PAsCAL, finanziato con 1,5 milioni di euro dal programma di cooperazione europea Interregionale Italia-Svizzera, i cui capofila sono stati appunto Merano e il comune di Briga-Glis nel canton Vallese in Svizzera. Stando ai dati della provincia autonoma di Bolzano, il mezzo ha effettuato 375 viaggi con successo.

La sperimentazione di Merano si è tenuta con un mezzo prodotto dall'azienda francese Navya, leader nel settore dei veicoli autonomi e delle soluzioni di mobilità condivisa. Da notare che a bordo era presente anche un operatore/supervisore, il che rende il mezzo autonomo ma non privo di personale di bordo.

Torino diventa un laboratorio di idee

Un altro caso, molto più lungo e articolato, è quello di Torino. La città sabauda è diventata proprio la sede del laboratorio sperimentale nazionale, facendo da apripista al tema della mobilità condivisa autonoma in Italia.

Già il 3 agosto 2018 viene firmato il primo protocollo d'intesa tra Comune e MIT, dove viene individuata un'area urbana di sperimentazione di circa 35 km.

Il 7 maggio 2019 il MIT rilascia la prima autorizzazione di sempre alla circolazione di un veicolo automatico su strada pubblica, dando il via libera non solo a Torino, ma anche a Parma che parallelamente alla città piemontese sta sperimentando i mezzi autonomi sulle proprie strade.

La prima sperimentazione piemontese è Olli, partito nel gennaio 2020 all'interno del campus ITCILO. Era un minibus elettrico autonomo da 8 posti, utilizzato da dipendenti e ospiti del campus per circa quattro mesi.

Poi nel 2022 Torino ha avviato il progetto auTOnomo GTT, nell'ambito del progetto europeo SHOW: due navette Navya destinate a diventare la prima sperimentazione italiana di trasporto pubblico autonomo su un normale percorso di linea cittadino con passeggeri a bordo. GTT annunciò l'avvio delle prove su strada il 26 luglio 2022.

Infine c'è AuToMove, che è la sperimentazione più recente: dal 14 ottobre 2025 al 31 marzo 2026, una navetta SAE 4 ha effettuato un servizio di trasporto collettivo a chiamata di circa 3 km nell'area del Campus Luigi Einaudi. Sono state effettuate oltre 450 corse, percorsi oltre 1.100 km e trasportati circa 1.000 utenti.

Le sperimentazioni più recenti

Venendo all'attualità il Comune di Imperia ha avviato il 1° settembre 2026 una sperimentazione con passeggeri a bordo di navette elettriche a guida autonoma. Il percorso è di circa 2,5 km, tra le ex stazioni di Porto Maurizio e Oneglia, lungo l'asse della pista ciclopedonale. I mezzi viaggiano fino a 15 km/h, possono trasportare otto passeggeri seduti e hanno comunque un assistente a bordo in grado di assumere il controllo manuale.

Per esperimenti oltre le mini-navette il 10 marzo 2025, al Safety Park di Vadena, SASA ha testato il Karsan e-ATAK, autobus elettrico autonomo da 50 passeggeri. La Provincia di Bolzano lo ha presentato come il primo test in Italia di un autobus completamente elettrico e autonomo di queste dimensioni.

Roma guarda al futuro

È in questo contesto che si inserisce la manifestazione d'interesse pubblicata da Roma Capitale a fine agosto. L'amministrazione vuole capire quali soluzioni siano oggi disponibili per sperimentare la guida autonoma, con particolare attenzione ai veicoli di livello SAE 4, e quali possano essere gli ambiti in cui questa tecnologia potrebbe trovare applicazione nel trasporto pubblico della Capitale.

Il percorso romano parte quindi da un'esperienza ormai consolidata in altre città italiane, ma dovrà confrontarsi con una realtà decisamente più complessa: una rete di trasporto estesa, percorsi molto diversi tra loro e un servizio che deve convivere quotidianamente con traffico, pedoni e altri utenti della strada. La prossima fase sarà dunque capire non soltanto se un autobus possa viaggiare autonomamente, ma dove e con quali modalità questa tecnologia possa diventare realmente utile al TPL.

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