Roma-Viterbo: finiscono i lavori, ma tornano i disagi
Roma-Civita Castellana-Viterbo, tornano i disservizi dopo la riapertura: limitazioni di velocità, guasti alla tensione elettrica e treni fermi mettono a rischio la regolarità del servizio.
Dopo un'estate segnata dai lavori sul ponte sul Tevere, dal 7 settembre la ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo è tornata a funzionare sull'intero percorso urbano, da Montebello a Flaminio. Nella stessa giornata è stata riattivata anche la tratta Viterbo-Catalano, dopo la sostituzione della linea aerea tra Viterbo e Vitorchiano.
Le dichiarazioni
La riapertura era stata accompagnata da dichiarazioni positive da parte di Astral, Cotral e dell'Assessorato alla Mobilità della Regione Lazio, che avevano sottolineato il rispetto dei tempi e l'importanza di un intervento atteso da anni.
La messa in sicurezza del ponte sul Tevere, in particolare, avrebbe dovuto consentire ai treni di tornare a viaggiare a velocità regolare e contribuire a una maggiore stabilità del servizio.
Tornano i disservizi
I primi giorni di esercizio, però, stanno raccontando una storia diversa.
La tratta urbana continua infatti a essere interessata da numerose limitazioni di velocità che portano il tempo di percorrenza complessivo vicino ai 40 minuti: sul ponte sul Tevere i treni transitano a 20 km/h, a Grottarossa a 25 km/h e nella galleria tra Acqua Acetosa e Flaminio nuovamente a 20 km/h.
Si tratta di limitazioni legate ai lavori ancora in corso sull'infrastruttura ferroviaria che, secondo quanto riferito dal Comitato Pendolari Roma Nord, avrebbero dovuto essere completati ad aprile, poi a maggio e che ora dovrebbero terminare a ottobre.
A questo si aggiunge il problema dell'alimentazione elettrica.
Nonostante la sostituzione della sottostazione di Tor di Quinto, effettuata proprio nell'ambito degli interventi sulla linea, continuano a verificarsi sbalzi di tensione che provocano il blocco dei treni, con conseguenti ritardi e soppressioni.
Nei primi giorni dalla riapertura si sono già verificati diversi guasti, con convogli costretti a interrompere la corsa e passeggeri lasciati nelle stazioni in attesa del treno successivo.
La situazione è precipitata martedì 8 settembre, quando i continui problemi alla tensione elettrica hanno portato al blocco dell'intera tratta urbana.
Un treno è rimasto fermo nella galleria tra Euclide e Flaminio, rendendo necessario l'intervento dei vigili del fuoco e delle ambulanze e, successivamente, l'evacuazione dei passeggeri. La linea è rimasta chiusa dalle 10:00 per consentire le verifiche sull'infrastruttura, con la circolazione ripristinata dopo oltre due ore.
Il problema, a questo punto, non riguarda soltanto il singolo guasto o il singolo ritardo, ma la capacità complessiva della ferrovia di garantire un servizio affidabile proprio nel momento in cui la domanda sta per tornare ai livelli ordinari.
Con la riapertura delle scuole ormai imminente, una linea che deve fare i conti contemporaneamente con limitazioni di velocità, problemi all'alimentazione elettrica e una disponibilità di treni ridotta rischia di trasformare ogni inconveniente in un disservizio generalizzato.
L'infomobilità di Odissea Quotidiana su Roma Trasporti News 24