Metro B: consegnata la relazione sui nuovi treni Hitachi, ora la palla passa al Ministero
Patanè annuncia la consegna del documento che certifica la conformità dei treni Hitachi.
L'assessore alla Mobilità Eugenio Patanè ha annunciato quello che definisce un passaggio decisivo per i nuovi treni Hitachi della linea B: la relazione finale del professionista preposto è stata consegnata al Dipartimento Mobilità e da questo immediatamente trasmessa al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e ad ANSFISA.
Un annuncio in linea con la scelta, maturata a luglio, di non promettere più date ma di raccontare i singoli passaggi dell'iter autorizzativo.
Chi è il “professionista preposto”
Il “professionista preposto” è il tecnico terzo e indipendente, previsto dalla normativa, che vigila su tutte le prove a cui il treno viene sottoposto e ne certifica l'esito.
Le dimissioni da parte della persona precedentemente incaricata, insieme a quelle del Direttore dell'Esecuzione del Contratto, sono state uno dei fattori che hanno allungato in modo consistente i tempi della vicenda.
Cosa contiene la relazione
Il documento raccoglie le singole relazioni relative a ogni singola prova svolta sul convoglio e attesta la conformità del treno al progetto approvato, comprese le modifiche introdotte lungo il percorso.
Non solo: la relazione ricostruisce l'intero procedimento, dalla gara alla progettazione, dalla richiesta del Nulla Osta Tecnico alle attività di costruzione, prova e collaudo, fino alle fasi che restano da completare. Un fascicolo che serve alle autorità competenti per avere un quadro tecnico completo di una vicenda durata anni.
Ora la parola passa a MIT e ANSFISA
Ricevuto il documento, il Dipartimento lo ha inoltrato nella stessa giornata al MIT e ad ANSFISA.
Le due dovranno ora nominare una commissione, che esaminerà il fascicolo ed effettuerà le prove che riterrà opportune. L'obiettivo è il rilascio del NOE, il Nulla Osta all'Esercizio: da non confondere con il NOT, il Nulla Osta Tecnico, che riguarda la conformità del progetto e che è stato recentemente ottenuto dai nuovi CAF Urbos. Sostanzialmente, il NOT dice che il treno è costruito come previsto e il NOE è l'autorizzazione a farci salire i passeggeri.
L'ultimo ostacolo: 5.000 chilometri a vuoto
Anche dopo il NOE il treno non aprirà subito le porte ai viaggiatori. Resterà da completare il rodaggio: 5.000 chilometri percorsi in linea senza passeggeri. Sarà una fase che potrà svolgersi anche di giorno e per la quale Atac stima un tempo compreso tra i venti giorni e un mese.
È il prezzo da pagare per il primo convoglio, che di fatto è la testa di serie dell'intera fornitura: per i treni successivi il rodaggio scenderà a 1.500 chilometri.
L'infomobilità di Odissea Quotidiana su Roma Trasporti News 24