La saturazione cronica dei parcheggi in centro città: proposte e opzioni alternative per la mobilità urbana
Dalle cause alla principali opzioni per la decongestione del traffico: come rendere la crisi dei posti auto un’opportunità per la promozione dell’intermodalità urbana.
Cantieri e pedonalizzazioni: gli ulteriori spazi sottratti alla mobilità urbana
Le aree di sosta diminuiscono anche per via dei numerosi interventi stradali e infrastrutturali intrapresi dalle giunte comunali nel corso degli anni. Lavori di rigenerazione urbana commissionati in base ai seguenti obiettivi:
Riduzione del numero di veicoli privati in circolazione
Creazione aree verdi e pedonali permanenti
Eliminazione delle barriere architettoniche
Estensione della superficie destinata alla mobilità pedonale
Ampliamento delle zone a traffico limitato (ZTL)
Non si possono trascurare neanche le politiche di regolamentazione delle soste (PUMS) che prevedono la graduale conversione degli stalli bianchi gratuiti in strisce blu a pagamento. Oltretutto, col riordino del Piano Urbano Parcheggi (PUP) diversi progetti sono stati cancellati perché ritenuti insostenibili, ma l’attuale rete dei trasporti pubblici locali non può sostenere un volume di traffico superiore alla media odierna. Ecco perché la rimozione dei parcheggi in superficie può risultare persino controproducente senza un effettivo potenziamento di corse, tratte e mezzi.
L’impatto dell’over tourism sulla mobilità urbana e sulla rete dei parcheggi in superficie
La convergenza tra viaggiatori, pendolari e cittadini satura lo spazio a disposizione per una sosta di breve o lunga durata. Una condizione esasperata dalla graduale trasformazione dei quartieri storici in mete ad uso e consumo del turismo di massa.
Questo fenomeno genera una domanda elevata di trasporti privati e la conseguente occupazione fisica delle corsie destinate alle fermate temporanee. Soprattutto intorno alla stazione Termini, dove sia i bus turistici che le vetture da noleggio con conducente (NCC) scaricano e imbarcano di continuo folle di passeggeri appena giunte a Roma o in procinto di partire.
Proposte e opzioni alternative per la mobilità urbana a Roma
I nodi di scambio possono ridurre la pressione esercitata sulle aree più abitate e trafficate della città, come vere e proprie valvole di sfogo.
Così vengono intercettati sia i pendolari che i turisti o le persone giunte a Roma per esigenze temporanee. In pratica, questi centri logistici bloccano le auto private prima del loro ingresso nel fragile e ormai saturo tessuto urbano del centro storico.
Non a caso, la conversione del flusso di veicoli in passeggeri dei mezzi pubblici è il principale paradigma dell’intermodalità urbana e una delle possibili soluzioni al problema dei parcheggi. Soprattutto quando la città dispone già del migliore nodo di interconnessione possibile, data la centralità strategica della stazione Termini.
Il principale hub di Roma per il traffico ferroviario e l’unico punto di incrocio delle linee metropolitane. Capillarità e densità delle connessioni rendono più fattibili i progetti di intermodalità urbana, ma la quantità di aree di sosta in superficie rappresenta ancora una sfida. Un problema da risolvere con la digitalizzazione dei parcheggi disponibili sia a Roma Termini che nelle aree limitrofe tramite apposite applicazioni online. Con le piattaforme di prenotazione si possono scegliere in anticipo i posti auto più convenienti e funzionali per una sosta a ridosso del centro. Così vengono liberati i posteggi in superficie destinati alla cittadinanza e, al tempo stesso, ridotte le percentuali di automobilisti in giro a vuoto.
Nello specifico, Parclick è l’aggregatore che ottimizza la ricerca online di un parcheggio custodito perché consente di localizzare e confrontare le tariffe in tempo reale. Ecco come l’innovazione tecnologica subentra nella progettazione di uno spazio urbano meno congestionato e più vivibile, seppur in centro.
L'infomobilità di Odissea Quotidiana su Roma Trasporti News 24