Autobus: il caro carburanti mette in crisi il settore Gran Turismo, ma il problema riguarda anche il Trasporto Pubblico Locale

Carburante alle stelle per bus turistici e tpl: operatori chiedono aiuti e nuovi meccanismi contro il caro diesel.

26 luglio 2026 17:00
Autobus: il caro carburanti mette in crisi il settore Gran Turismo, ma il problema riguarda anche il Trasporto Pubblico Locale -
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Il caro carburante continua a comprimere i margini del trasporto turistico in autobus. Gli operatori segnalano aumenti del gasolio fino al 30% dall’inizio della crisi energetica, con effetti immediati sui costi di esercizio e sulle strategie aziendali. Il comparto del trasporto passeggeri su gomma, pur interessato dal taglio delle accise, è rimasto escluso dal credito d’imposta riconosciuto all’autotrasporto merci.

È quanto emerge da un’intervista di Autobus Web a quattro aziende del settore: Air Pullman, Bonelli Bus, Autoservizi Troiani e Genovarent.

Secondo gli operatori, il carburante pesa ormai fino al 25-30% dei costi operativi, contro il 15-20% registrato storicamente. In molti casi gli aumenti non possono essere trasferiti immediatamente sulle tariffe, soprattutto per servizi già contrattualizzati come gite scolastiche e noleggi di lunga percorrenza, con conseguente riduzione della marginalità.

Le aziende stanno quindi intervenendo sui nuovi contratti introducendo clausole di adeguamento automatico legate al prezzo del carburante, le cosiddette fuel surcharge, oltre a rivedere i listini e sospendere alcuni investimenti in attesa di maggiore stabilità sul mercato energetico.

Il tema riguarda però anche e soprattutto il trasporto pubblico locale, dove questi meccanismi di compensazione non sono possibili. Genovarent stima un incremento di circa 200 mila euro annui solo per il carburante del tpl, mentre Autoservizi Troiani evidenzia come l’aumento del gasolio abbia fatto crescere di circa il 10% i costi di esercizio dei mezzi termici. In questo contesto, il rinnovo delle flotte con autobus elettrici e ibridi sta permettendo ad alcune aziende di ridurre l’esposizione alle oscillazioni del diesel. Altri cercano trazioni alternative come l'HVO (Diesel a base di oli vegetali).

Resta però aperto il nodo dei corrispettivi chilometrici del tpl, sempre più inadeguati rispetto all’attuale costo del carburante. Un problema che rischia di scaricarsi direttamente sui bilanci delle aziende, già alle prese con margini ridotti e costi energetici in crescita.

Tra le richieste avanzate dal settore c’è l’estensione al trasporto passeggeri del credito d’imposta previsto per le merci, oltre a meccanismi automatici di aggiornamento dei contratti in base all’inflazione energetica e incentivi più rapidi per il rinnovo delle flotte.

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