Metro C, Italia Nostra scrive a Giuli: "si rinunci alle archeostazioni"
Metro C, Italia Nostra chiede di fermare le archeostazioni di Chiesa Nuova e Castel Sant’Angelo e rinunciare alle fermate.
In una lunga lettera trasmessa da Italia Nostra al ministro della cultura Alessandro Giuli, l'associazione chiede di sospendere la costruzione delle archeostazioni alla Chiesa Nuova e a Castel S. Angelo, rinunciando a qualsiasi fermata della metropolitana. La lettera è stata inoltrata per conoscenza anche alla Commissione UNESCO.
Secondo Italia Nostra l'impossibilità di conservare i reperti in situ, come avvenuto in passato a S. Giovanni e più recentemente a Porta Metronia, rende necessario un ripensamento dell'intero progetto. La richiesta è, quindi, di "rinunciare alla realizzazione a priori di mega stazioni faraoniche".
Le archeostazioni sono del tutto contrastanti con la moderna cultura dello scavo е della conservazione dei beni e a maggior ragione di monumenti unitari che vengano scoperti, e ci sorprende come l'intera struttura di vigilanza non mostri contrarietà.
La nostra posizione
Visto e considerato che l'associazione aveva già paventato possibili danni strutturali al Colosseo a causa degli scavi della metropolitana nel 2013, non stupisce l'arrivo di questa richiesta estremamente tardiva dopo quasi 10 anni di gestazione del progetto.
Quasi certamente la lettera di Italia Nostra resterà morta e la metro C andrà avanti. Ciò che resterà sarà una metropolitana che saprà coniugare la tutela della storia con le esigenze di movimento dei cittadini.