Roma–Viterbo, tre anni di ritardi sulla sicurezza dei passaggi a livello: 31 attraversamenti ancora senza barriere
Roma–Viterbo, 31 passaggi a livello senza barriere: ritardi nei lavori, prescrizioni ANSFISA e dubbi sulla sicurezza della linea.
Secondo quanto emerge dai documenti amministrativi ricostruiti nelle ultime settimane, già nel febbraio 2023 l'ANSFISA, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, aveva imposto ad Astral tempi rapidi per adeguare la tratta extraurbana della Roma–Viterbo. Sulla linea risultano infatti presenti 31 passaggi a livello ancora privi di barriere automatiche.
Le prescrizioni di ANSFISA
La richiesta dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria era chiara: elevare gli standard di sicurezza della linea attraverso interventi urgenti sui passaggi a livello. Astral, società della Regione Lazio che dal 2022 gestisce l’infrastruttura ferroviaria, aveva recepito formalmente tali indicazioni con una determina del novembre 2023.
Nel documento veniva evidenziato il carattere “estremamente urgente” delle opere e autorizzata una procedura accelerata per l’affidamento dei lavori. L’importo complessivo previsto per l’intervento ammontava a circa 6,87 milioni di euro.
L’appalto assegnato nel 2024
Dopo l’avvio dell’iter amministrativo, l’appalto è stato assegnato nel giugno 2024 a un’impresa specializzata nel settore ferroviario e metropolitano, con un ribasso dell’8,08% rispetto alla base di gara.
Nonostante ciò, a distanza di oltre un anno dall’aggiudicazione, i lavori non risultano ancora avviati. Nel frattempo i convogli continuano a circolare su una linea dove numerosi attraversamenti restano privi delle protezioni considerate ormai standard nel trasporto ferroviario moderno.
Materiali fermi nei depositi
Uno degli elementi più discussi riguarda la presenza di materiali già acquistati per la realizzazione degli impianti. In un deposito adiacente alla linea risultano infatti accatastate sbarre e altre componenti destinate ai passaggi a livello.
Secondo quanto emerso, gli imballaggi riporterebbero date risalenti a oltre un anno fa, segno che parte delle forniture sarebbe disponibile da tempo senza però essere stata installata.
La variante di progetto del 2026
Nel febbraio 2026 Astral ha approvato una variante progettuale. La società ha motivato la decisione con la necessità di aggiornare gli impianti alle più recenti prescrizioni di sicurezza emanate da ANSFISA e migliorare le caratteristiche funzionali dell’intervento.
La modifica ha comportato un incremento del valore del contratto pari al 9,60%. Una revisione che ha inevitabilmente alimentato nuove critiche sui ritardi accumulati e sull’aumento dei costi dopo anni di attesa.
Le polemiche sulla gestione
La vicenda sta sollevando interrogativi anche sul coordinamento tra gli enti coinvolti. Astral aveva dichiarato nelle scorse settimane che gli interventi erano partiti non appena disponibili i fondi regionali, ma dai documenti amministrativi emerge che le risorse risultavano stanziate già dal novembre 2023.
Restano quindi aperte diverse questioni:
perché i lavori non siano ancora partiti;
quali siano stati gli ostacoli amministrativi;
se le nuove prescrizioni abbiano ulteriormente rallentato il cronoprogramma;
e soprattutto quanto tempo sarà ancora necessario per completare la messa in sicurezza della linea.
Una linea strategica ancora sotto osservazione
La Roma–Viterbo rappresenta una delle infrastrutture ferroviarie regionali più importanti della Tuscia, utilizzata quotidianamente da migliaia di pendolari tra la Capitale e l’area nord della regione.
L’incidente del 19 marzo ha riportato in primo piano il tema della sicurezza infrastrutturale e della necessità di accelerare gli interventi già programmati da anni. Ad oggi, però, i 31 passaggi a livello senza barriere restano ancora una realtà sulla linea.