Tramvia Togliatti: a cosa serve il tram se c’è il 451?
Rispondiamo alle domande più ricorrenti sulla linea Ponte Mammolo-Subaugusta.
In questo breve approfondimento rispondiamo a questa annosa questione su questo e altri tram della Capitale.
La tramvia Togliatti si può considerare, a tutti gli effetti un potenziamento del 451 che percorre già questa tratta.
Si tratta di un potenziamento sotto diversi punti di vista:
Ecologico – Il tram produce molte meno emissioni di un autobus urbano, per quanto ottimizzato. E a chi chiede perché non fare allora un filobus o comprare dei bus elettrici, bisogna rispondere che la valutazione va fatta per numero di posti offerti rispetto al ciclo vitale dell’intero tram: numeri che sono decisamente superiori rispetto ai normali bus su gomma.
Trasportistico – Il singolo tram offre posto a 215 passeggeri, un terzo in più rispetto a quelli che possono essere trasportati dai bus snodati da 18 metri (lunghezza massima ammessa dal codice della strada italiano).
Confort di marcia – Viaggiando su rotaie, il tram non è soggetto ai sobbalzi di un autobus. Inoltre, l’incarrozzamento a raso consente una maggiore e migliore accessibilità ai passeggeri ridotte capacità percettive o fisiche.
Economico – In quanto Atac può utilizzare lo stesso dipendente per trasportare più passeggeri: questo aumenta la produttività aziendale e genera più incassi da bigliettazione e minori costi del personale (ma anche del carburante).
ALLORA PERCHÉ PROPRIO IL 451?
Il tram nasce come potenziamento di una relazione esistente, che il servizio di trasporto pubblico cerca di coprire con gli autobus: laddove non c’è domanda di trasporto, non c’è servizio già oggi. Costruire una linea tram che non asseconda questa logica non avrebbe senso.
Per questa ragione a Roma – e non solo – tutti i tram nascono come potenziamento di linee autobus esistenti, tendenzialmente servite da bus snodati.
La costruzione del tram libera i bus del 451, che possono essere reinvestiti su altre linee bus dove ce ne è necessità.