Parcheggio via Homs: il TAR respinge la riapertura

Parcheggio via Homs: il TAR annulla la delibera, area da destinare a verde pubblico

A cura di Redazione Redazione
23 aprile 2026 17:00
Parcheggio via Homs: il TAR respinge la riapertura -
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Con una sentenza piuttosto decisa, il TAR del Lazio ha accolto il ricorso avente oggetto l'uso a parcheggio dell'area tra via Homs, via Tripoli, via Cirenaica e via Assab.

In particolare il tribunale amministrativo ha ritenuto illeggittimo la DGCa 133/2025, che attribuiva alla Homs Green Park l'utilizzo della zona come parcheggio: l’obiettivo del progetto era quello di riqualificare la zona “trasformandola” in un parcheggio non pertinenziale, a raso e asfaltato, per una durata di 3 anni, eventualmente rinnovabili per altri 2.

Di segno opposto i ricorrenti, un comitato appositamente costituito di residenti contrari che desiderano la trasformazione della zona in un'area a verde attrezzata dando un piccolo polmone verde al densissimo quartiere Africano.

Le motivazioni

Nell'accoglimento del ricorso, il TAR ha motivato la propria decisione evidenziando la mancanza di presupposti fondamentali per la costruzione del parcheggio.

La zona, infatti, ospitava alcune case dei ferrovieri che furono successivamente demolite: fu pertanto autorizzato il parcheggio provvisorio, in attesa della costruzione di una struttura multipiano sotto via Tripoli (mai realizzata), che fu ampliato negli anni illeggittimamente dal gestore.

A determinare l'apertura del conflitto è stato proprio un tentativo di ulteriore ampliamento, avvenuto nel 2022, che portò i residenti a denunciare il fatto presso le forze dell'ordine. Si arrivò all'apposizione dei sigilli che ancora oggi bloccano l'accesso all'area.

I residenti: "Si rispetti il Piano Regolatore"

I ricorrenti esprimono soddisfazione per gli esiti del giudizio - si legge in una nota -. La sentenza del Tar, infatti, ha ritenuto illegittimo che un’area destinata a verde, già in passato trasformata illegittimamente in un parcheggio privato abusivo, potesse essere ancora per molti anni sottratta alle sue finalità pubbliche, così sanando un abuso. Essi esprimono tuttavia anche rammarico per il fatto di essere stati costretti a ricorrere in giudizio per avere risposte su problematiche già ben note all’amministrazione e segnalate da tempo, in ogni sede opportuna, prima e durante l’iter di approvazione del progetto. L’auspicio è quello che, dopo anni di battaglie e di inutili rinvii, si possa finalmente dare avvio a un percorso partecipato per una progettazione definitiva dell’area, rispettosa della sua vocazione a verde e servizi pubblici, di cui tutti sentono il bisogno.

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