Ferrovie: si avvicina l’arrivo dei TGV sui binari italiani
L’operatore francese SNCF entra nell’alta velocità italiana: ok AGCM a RFI, ma resta il nodo TGV e compatibilità con la rete ferroviaria nazionale.
L’AGCM ha chiuso l’istruttoria contro RFI riguardante che era stata accusata di aver ostacolato l’ingresso nel mercato del nuovo operatore francese
I TGV, in quanto treni doppio piano, potrebbero non essere atti a circolare sulla rete ferroviaria italiana a causa dello sforamento della sagoma limite.
LA VITTORIA DI SNCF CON L'AGCM
La prima notizia sancisce quindi la fine un procedimento durato un anno. L’ AGCM - Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato - ha accettato e reso vincolanti gli impegni presi da RFI a seguito dell’istruttoria che era stata avviata a marzo dello scorso anno poiché SNCF aveva lamentato la l’abuso di posizione dominante di RFI riguardo la modalità di assegnazione di nuove tracce.
Le tracce sono fondamentali per l’istituzione di un nuovo servizio ferroviario in quanto garantiscono uno slot orario che viene riservato al neo-operatore e consentono di poter organizzare il servizio in modo da far viaggiare i treni alla velocità di linea senza intralciare gli altri convogli circolanti sulla linea stessa. Se le tracce non fossero state garantite, SNCF non avrebbe potuto accedere alla rete nazionale dovendo quindi rinunciare all’istituzione di nuovi servizi.
Tra gli impegni presi da RFI è presente un pacchetto minimo di 18 tracce sulle principali direttrici dell’Alta Velocità Torino-Milano-Napoli e Torino-Milano-Venezia che saranno garantite per i prossimi 10 anni a SNCF. Inoltre, RFI modificherà le regole del prospetto informativo della rete per agevolare la concorrenza sui binari italiani e sfruttare meglio l’infrastruttura a disposizione. Infine, è prevista una disciplina che darà la possibilità ai nuovi operatori una priorità nell’assegnazione degli slot orari disponibili o sottoutilizzati.
Gli impegni presi da Rete Ferroviaria Italiana rappresentano un grande passo in avanti verso l’apertura del mercato ferroviario che segue di poche settimane il provvedimento dell’ART - Autorità di Regolazione dei Trasporti - che impone a RFI di garantire a SNCF l’accesso agli impianti di manutenzione corrente a Torino. Anche questi impianti sono elemento indispensabile per un’impresa ferroviaria in quanto presso questi siti i treni vengono puliti, preparati e riforniti tra una corsa e l’altra.
LA PRESUNTA INCOMPATIBILITÀ
La seconda notizia che ha scosso il mondo ferroviario negli scorsi giorni riguarderebbe l’incompatibilità tra i nuovi treni TGV di SNCF e rete ferroviaria italiana. In particolare, la sagoma dei nuovi treni sarebbe maggiore del limite imposto lungo alcune linee ferroviarie della rete tradizionale dove alcune gallerie risalgono a oltre un secolo fa. Quindi il problema non intacca in alcun modo le linee ad Alta Velocità ma, in caso di guasto alla rete AV, i TGV potrebbero non poter circolare sulle linee storiche che “costeggiano” le linee ad Alta Velocità causando pesanti ripercussioni su tutto il servizio ferroviario che collega il paese da nord a sud.
Per correre ai ripari, nel PIR - Prospetto Informativo della Rete - 2026 (che è il documento che sancisce le regole d’ingresso alla rete ferroviari per gli operatori), è stato imposto da RFI che anche i treni ad alta velocità devono essere compatibili con le linee tradizionali affiancate alla rete AV.
Nel corso del 2025 l’ART tentò di respingere l’imposizione di tale requisito ma un ricorso al TAR del Piemonte da parte di RFI e Italo ha dato ragione a quest’ultime sostenendo che la decisione dell’Autorità Regolatoria dei Trasporti non fosse adeguatamente motivata.
SNCF dal canto suo ha precisato che è in corso uno studio congiunto con RFI sulla compatibilità dei TGV con la rete italiana che al momento non ha messo in evidenza alcun problema sul possibile uso dei nuovi treni francesi sui binari italiani.
Inoltre, ci sentiamo di aggiungere che negli scorsi anni la rete ferroviaria nazionale è stata interessata da numerosi lavori che ne hanno visto l’aggiornamento agli standard europei come, ad esempio, l’adeguamento della Grande Galleria dell’Appennino lungo la linea Firenze-Bologna che fu inaugurata quasi un secolo fa.
Al netto delle valutazioni che saranno in mano ai tecnici, l’ingresso nel mercato italiano di un nuovo operatore dei servizi AV è indubbiamente uno stimolo alla crescita del servizio ferroviario in Italia. SNCF punta a istituire 9 collegamenti giornalieri lungo la linea Torino-Milano-Napoli e 4 collegamenti giornalieri lungo la Torino-Venezia. Inoltre, grazie all’uso di convogli doppio piano che incrementano la capacità del 40%, l’azienda punta ad abbassare i prezzi di almeno il 20%.