Metro B: una croce illumina il Giubileo dei Detenuti a Rebibbia

Prende vita l’installazione “Le cose che non possiamodimenticare”.

13 dicembre 2025 11:30
Metro B: una croce illumina il Giubileo dei Detenuti a Rebibbia -
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Dal 12 al 14 dicembre è installata presso l’ingresso dellametro B Rebibbia una grande croce led alta 6 metri. L’installazione, pensataper il Giubileo dei Detenuti, consente di vedere attraverso lo schermo led fotoe immagini significative, realizzate col coinvolgimento di un gruppo didetenuti dell’Istituto Penitenziario Rebibbia di Roma ed ex detenute, in unlaboratorio creativo e partecipativo guidato dall’artista visivo Angelo Bonelloe dal fotografo Guido Gazzilli.

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L’opera nasce da un lavoro corale in cui l’artista e il teamhanno scelto di immergersi con empatia nella realtà di Rebibbia, lasciandosiattraversare dalle storie dei detenuti. Le loro voci diventano immagini eparole che abitano la superficie della croce: volti, frammenti di memoria,mancanze e speranze restituiti alla comunità. Ogni testimonianza si fa domandaaperta per chi passa: che cosa non potremo mai dimenticare della nostra vita? eche cosa non dovremmo mai dimenticare, come società? L’installazione trasformacosì uno snodo urbano in un luogo di ascolto e confronto intimo, dove chiguarda entra in dialogo con chi vive “oltre le mura”.

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Il fotografo Guido Gazzilli, a partire dalle memorie diluoghi, odori, volti, oggetti e sensazioni, ha selezionato alcune immagini dalproprio archivio fotografico trasformandole, attraverso i disegni e i testi deidetenuti, in un corpus di opere corali, intime e potenti. I lavori, che sarannoesposti in formato poster alla Metro Rebibbia, restituiscono alla città unosguardo dalla soglia del carcere, mettendo in luce il talento e la sensibilitàdei detenuti coinvolti nel progetto. Il percorso è stato possibile grazie alcoordinamento di Guido Pietro Airoldi, il supporto della psicologa apsicoterapeuta Maria Daria Giri e dell’educatrice penitenziaria Giuseppina Boioltre alla partecipazione delle assistenti creative Vittoria Cattozzi e PetraBonello.



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