Metro B1: una diramazione non è una linea a parte
Storia del nome di una linea che sa solo quello che non è.
Non una linea, ma una semplice diramazione, la linea “B1”della metropolitana di Roma sin dall’inaugurazione ha sofferto la “sindrome delnome sbagliato” che ha toccato anche le stazioni della linea C, comprese quellefuture nel Centro Storico.
Inizialmente chiamata linea B, come riportano le rarefotografie a ridosso della fine dei lavori, il ramo Bologna-Conca d’Oro – poi Jonio– della metro B1 è stato l’ennesimo esempio delle nomenclature errate di alemannianamemoria.
Non stupisce, dunque, che nelle smanie di protagonismo l’anonimadiramazione della metro B sia stata battezzata “metro B1”: un nome che in sé eper sé non ha senso, a meno che non si fosse rinominato il ramoBologna-Rebibbia “metro B2”, portando ulteriori complicazioni sulle mappe chesarebbero divenuti dei veri e propri codici fiscali (immaginiamo la mappa della“metro B1/B2”).
E visto che le stazioni della metro B1 cascano a pezzi eormai molti pittogrammi sono stati cancellati dal trascorrere del tempo, l’occasionedell’apertura della metro C a Colosseo – e la conseguente necessità diristampare tutte le mappe interne al trasporto capitolino – è perfetta dacogliere per un rebranding della metro B, che appunto solo così si devechiamare in tutte le sue stazioni e articolazioni.
Chissà se questa opportunità, che si ripresenterà solo nel2033 con piazza Venezia, sarà colta dalla nostra amministrazione locale.