Metro A: bisogna rivoluzionare l’accessibilità
Dalle 4 stazioni senza ascensori nel Centro Storico, all’eliminazionedei montascale, la nostra ricetta per una Capitale più equa.
Roma è ancora lontana, per molti motivi, dall’essere unacittà a misura di disabile. Dalle automobili parcheggiate sugli scivolistradali ai marciapiedi distrutti, la Capitale non è accessibile anche neiservizi di trasporto pubblico portanti.
Parliamo soprattutto della metro A e, per certi versi, anchedella linea B che tutt’oggi hanno delle barriere architettoniche interne nonsuperate.
Sulla linea A le stazioni di Vittorio Emanuele, Repubblica,Barberini e Spagna sono del tutto prive di ascensori e montascala, rendendoqueste stazioni centralissime non utilizzabili ai Passeggeri a Mobilità Ridotta(PMR). A queste si aggiungono altre 14 stazioni (Ottaviano, Lepanto, Flaminio,Manzoni, Ponte Lungo, Colli Albani, Arco di Travertino, Porta Furba, NumidioQuadrato, Lucio Sestio, Giulio Agricola, Subaugusta, Cinecittà e Anagnina) dovesono presenti dei montascale che Atac gestisce solo su prenotazione deglistessi utenti: ciò rende il servizio della metro A estremamente scomodo dautilizzare, se non impossibile per gli ignari turisti in visita alla Capitale.Per far fronte a questa mancanza di personale, visto che questi dispositivipossono essere azionati solo se la stazione è presenziata, Atac ha potenziatograzie ai fondi giubilari i turni a garanzia delle stazioni, prevedendo presidifissi a Ottaviano, Lepanto e Flaminio che sono le più utilizzate. Oltre a ciò,tutti i montascala sono stati rinnovati, riducendo notevolmente i tassi diguasto.
Analoga modalità di prenotazione del servizio interessa lestazioni di Cavour, Colosseo e Circo Massimo sulla linea B, con le medesimescomodità.
Purtroppo, il rinnovo in corso delle stazioni della linea Aha visto una progettazione abbastanza superficiale e dal valore meramente estetico:possiamo dire senza dubbi che la chiusura di Spagna è stata in tal senso un’occasionepersa per installare degli ascensori che, pur richiedendo dei tempi più lunghidi 80 giorni, potevano essere avviati durante il periodo di fermo della stazione.Un errore che rischia di ripetersi con Vittorio Emanuele, che presto chiuderàper analoghi lavori di rifacimento.
In generale chiediamo all’amministrazione capitolina diandare oltre a questa programmazione spot ed emergenziale del Giubileo, che haportato ad altre opere con gravi carenze progettuali come la pedonalizzazionedi via Ottaviano, e di affrontare il tema del rifacimento delle stazioni con unapproccio olistico, che tenga conto di aspetti sostanziali come l’accessibilità.
L’obiettivo deve essere quello di superare anche l’utilizzodei montascala, lenti e gestiti ancora a prenotazione, prevedendo l’installazionedi ascensori su tutta la linea A e sulle tre stazioni centrali della linea B.
Oltre a questo, andrebbe completamente rivista la sezioneaccessibilità del sito di Atac, inserendo dei semafori per i PMR come fatto daATM Milano e superando l’attuale tabella poco intuitiva. Una misura chepotrebbe essere attuata nel brevissimo periodo.