Rete bus periferica: i municipi contro il Campidoglio

Troppe corse saltate e bus vecchi: la rivoluzione delle periferieè lontana dall’arrivare.

01 febbraio 2025 15:00
Rete bus periferica: i municipi contro il Campidoglio -
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Dopo la commissione dedicata agli stipendi, questa volta adessere contestato è stato il servizio. Parliamo della rete bus periferica che apartire da gennaio (da parte di Troiani) e agosto 2024 (da parte di SAP, BIS eTuscia) è stata presa in carico dall’uscente Roma TPL, rea di aver lasciato laflotta in condizioni disastrose.

Purtroppo, il miglioramento promesso sul servizio è statolargamente disatteso, soprattutto a causa del ritardo dell’avvio del cambiodegli autobus da parte delle società subentrate ad agosto: rispetto a questa situazione,infatti, è necessario sottolineare per dover di cronaca, Troiani si è distintaper aver provveduto fin da subito a sostituire i mezzi più malmessi, anche ricorrendoin maniera strategica al mercato dell’usato europeo.

Uno sforzo riconosciuto dai municipi, che hanno focalizzatola propria attenzione soprattutto sulle linee di SAP (lotto est) e sul lottoovest gestito da BIS e Tuscia.

Si è trattato di un vero e proprio assalto delle circoscrizioninei confronti del Campidoglio, che forse ha sottovalutato il problema delsubentro dei nuovi gestori.

Dal canto proprio il presidente Zannola ha sottolineato che eserciteràcon forza la propria funzione di vigilanza e controllo del servizio offerto,esaurita la parentesi della “luna di miele” di questo autunno.

Tra gli interventi dei municipi, è da menzionare quello delpresidente della commissione mobilità del XV municipio Giovanni Forti, che hasottolineato come l’affidamento ai privati sia una modalità rischiosa diaffidamento del pubblico servizio: secondo Forti dovrebbe essere Atac, allafine del 2032, a farsi carico della rete periferica, lasciando a gara il solo10% minimo previsto dalle normative nazionali ed europee (oggi l’affidamentoperiferico somma il 28% del trasporto pubblico di Roma).

Una considerazione che sentiamo di sposare, già dal lontano2018, quando i Radicali seducevano l’opinione pubblica spacciando la liberalizzazionedel trasporto pubblico (leggasi privatizzazione) come ricetta miracolosa deiproblemi della mobilità romana.

Il tema, come visto anche in questi giorni, è ben più complesso,ma una certezza c’è: Atac, anche nei momenti più bui, ha continuato a erogarecontinuativamente il servizio, assicurando il pagamento regolare degli stipendie dei contributi ai propri lavoratori.

E questo già basterebbe a comprendere quanto sia preziosoavere un’azienda pubblica che gestisce un pubblico servizio.


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