Sulla mobilità la politica deve essere l'unica a decidere

Così Valencia ha cambiato volto in solo 8 anni, l’intervistaall’assessore alla mobilidad.

16 dicembre 2024 11:00
Sulla mobilità la politica deve essere l'unica a decidere -
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Se io voglio fare la tramvia, la devo fare perché sono statoeletto con quel programma. Saranno i cittadini alle elezioni a decidere se hoagito bene.

Con una sola frase l’ex assessore alla mobilità di Valencia, Giuseppe Grezzi, ha messo a tacere qualsiasi dubbio o tentennamento, tra gliapplausi dei presenti. La dichiarazione è stata rilasciata nella cornice dell’evento“Hablame – Dall’autocentrismo alle persone” organizzato lo scorso 4 dicembredall’associazione Salvaiciclisti.

Grezzi, che ha governato la mobilità valenciana dal 2015 al2023, ha raccontato la sua esperienza d’oltremare e di come la città stia vincendola sfida all’uso indisciplinato dell’automobile privata.

Quando ci siamo insediati abbiamo approvato immediatamenteil piano della mobilità e abbiamo improntato i primi 2 anni di governo a riprenderci gli spazi occupati dalle automobili. La scelta di cosa fare i primianni è stata fondamentale per dare un’impronta al corso del nostro mandato, aldi là delle proteste che sono state confutate e riassorbite.

“Quali proteste?”, chiede la platea all’assessore, che confermache tutto il mondo è paese.

A protestare sono stati i commercianti, che pensavano che lamaggior parte delle persone facesse la spesa solo in automobile. Poi c’erano iresidenti, preoccupati dalla riduzione dei posti per la sosta. Ma non ci sonostate solo voci contro: la nostra amministrazione ha lavorato fianco a fiancoalle associazioni a favore della mobilità sostenibile e della società civileche voleva una città più vivibile.

Alle scuole abbiamo chiesto: volete le strade scolastiche?Scrivetecelo! E sulla scorta di queste lettere abbiamo potuto lavorare perrealizzare le pedonalizzazioni. Tra tutte quella che rivendico con più orgoglioè quella di piazza del municipio, al centro della città. Ma anche i 75 km dipiste ciclabili realizzate con separazioni fisiche.

A Grezzi a questo punto scappa una risata.

Io sono venuto in bici qui al Quadraro da Trastevere e midispiace che le piste ciclabili di Roma siano così insicure. Io che sonoesperto ho comunque avuto paura. Ecco, mi sembra che le piste di Roma non sianopensate per i ciclisti, ma per dare meno fastidio possibile alle automobili.Così non va bene.

Noi a Valencia abbiamo fatto piste bidirezionali di 2 metri,anche 2 metri e mezzo, con cordolo ma anche segnali chiari, visibili agliincroci e con allargamenti dei marciapiedi.

Qual è, quindi, il segreto per far digerire queste cose allacittà? Grezzi indica diverse possibilità.

Innanzitutto, è necessario che il politico non si sottraggamai al confronto pubblico e alla protesta, anche se sa di aver ragione. Adesempio, i commercianti valenciani credevano che il 60% delle persone facesseroacquisiti in macchina. Noi abbiamo fatto un sondaggio e abbiamo trovato che iclienti che venivano in macchina erano il 15%.

Bisogna inoltre saper raccontare cosa si sta facendo e noi l’abbiamofatto in tutti i modi possibili, utilizzando anche gli schermi degli autobus.Spesso i cittadini non sanno quali decisioni stanno prendendo i politici.

Infine, occorre avere il coraggio di decidere. Voi mi avetedetto che c’è un’università che si oppone alla tramvia. Ecco, io se fossiassessore di Roma avrei detto al Rettore “rispetto il vostro parere, ma quidecido io”. Noi politici siamo eletti dai cittadini per governare, saranno poile urne a dire se abbiamo fatto bene o male e nessun altro.

Certo, dispiace molto che in un luogo di cultura ci siaquesta visione così arretrata della città.


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