Pendolaria 2024: la Roma-Lido e la Roma-Viterbo sono le ferrovie peggiori d’Italia

Il rapporto annuale di Legambiente incorona, nuovamente, le lineeex concesse del Lazio come le peggiori per i pendolari.

15 febbraio 2024 12:00
Pendolaria 2024: la Roma-Lido e la Roma-Viterbo sono le ferrovie peggiori d’Italia     -
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Dopo anni e anni di costante e “inqualificabile peggioramentodel servizio”, così lo definisce Legambiente, le linee Roma-Lido (Metromare) eRoma-Civita Castellana-Viterbo sono tornate ad essere le linee ferroviarie peggiorid’Italia.

A certificarlo è il rapporto Pendolaria 2024 che, senzatroppi indugi, si è scagliato contro i salti di corse, gli stop al servizio eal degrado generale che interessano le due linee. Una situazione pessima e chesarebbe dovuta cambiare dopo il subentro della nuova gestione da parte di Cotral e Astral.

Sebbene i finanziamenti siano disponibili da molti anni, tratutti i famosi 180 milioni del Fondo di Sviluppo e Coesione, molte delle sommeancora non sono state spese oppure tardano a dare i loro frutti.

Certamente l’avvio dei lavori sui binari della Roma-Lido(conclusi) e sulla Roma-Viterbo (appena partiti), nonché il prossimo rifacimento della rete elettrica sulla Roma-Lido (dal 5 marzo) sono da salutarsi positivamente, ma solo con l’arrivo dei nuovi treni nel 2025 il servizio potrà effettivamente migliorare.

Ciò che auspica Legambiente è che le due ferrovie Roma-Lido e Roma-Civita Castellana-Viterbo possano diventare rispettivamente le linee E ed F della metropolitana,con frequenza tra 3 e 15 minuti in base all’affluenza e all’orario di servizio.

 

Nota a margine, particolarmente importante, è il j’accuse alPonte sullo Stretto di Messina, il cui costo di quasi 12 miliardi di euro in 9anni ha assorbito completamente le risorse del Fondo per lo Sviluppo e laCoesione in capo alle Regioni (2,3 miliardi di €) e del Fondo per il Trasporto Rapido di Massa (3,1 miliardi di €). Secondo Legambiente le necessità delMezzogiorno e del Paese sarebbero ben diverse, con opere di mobilità più diffusein tutto il territorio nazionale, piuttosto che un’unica opera slogan dell’attualeGoverno.

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