Atac e assembramenti, gli utenti sfidano l’AU: “venga a rischiare il contagio con noi…


Giovanni Mottura n.1 di Atac aveva liquidato il problema degli assembramenti: “non esistono è solo percezione”. Strano che questa frase abbia scatenato rabbia dei viaggiatori: “un disprezzo offensivo, rischiamo ogni giorno”




Non c’è nulla di più oggettivo dei numeri. E i numeri all’ora di punta raccontano di bus affollati e metro impraticabili. 

Distanziati sulla carta, assembrati nella realtà, gli utenti dell’Atac non ci stanno a passare per visionari. Per loro la ressa è una drammatica realtà. 

Che all’appello manchino 200 bus provoca inevitabilmente la riduzione di numero di corse quando, per via delle norme covid, i passaggi dei mezzi dovrebbero essere piu frequenti.

IL RISULTATO È BUS E TRAM AFFOLLATI OLTRE IL CANONICO 80%

e non è una semplice percezione – specie per chi li prende.I guasti fanno il resto e la manutenzione programmata nelle metro complica ulteriormente la situazione. Oggi il l’autobus Atac 916 altezza Villa Carpegna in direzione centro viaggiava stipato. “Ma i pullman per rafforzare la linea?”, si chiede Dana, uno dei passeggeri a bordo di quel bus. 

“Approvo tutte le norme e restrizioni anti Covid e sono spaventata dai dati giornalieri del contagio. Ma la situazione sui bus è insostenibile. Vorrei che venissero istituite maggiori tutele soprattutto per chi come me usufruisce di 6 bus al giorno”. 

“Prova a prendere un 508 o un 451 all’ora di punta”, aggiunge un altro. Un tema caldo quello dei trasporti pubblici “inefficienti” e carichi oltre il limite consentito, che preoccupa da settimane l’utenza. I contagi aumentano. I decessi pure ( ieri 16 ). 

“Il rischio di essere infettati per noi è più alto – denunciano i viaggiatori- in queste condizioni non basta mettere la mascherina, siamo troppo vicini e il distanziamento sociale non è garantito”.

SE SI GUARDA POI ALLA REALTÀ DEI PENDOLARI LA SITUAZIONE È DRAMMATICA

Le corse saltate sono l’ordinaria amministrazione. E uno sguardo a Piazzale Flaminio nell’ora dell’arrivo o del deflusso racconta una realtà che non ha nulla di fantasioso: “Trovo offensivo – dice Luca 27 anni, studente universitario fuori corso che si arrangia con piccoli lavoretti – il totale disprezzo per le ragioni degli utenti. 

Chi prende il bus o la metro spesso non puo permettersi altro. Dire che gli assembramenti sono frutto di percezione è contro ogni evidenza”. Il trenino per piazzale Flaminio partito oggi alle ore 8,35 da Montebello, fermata di Prima Porta, “era carico di passeggeri – si sfoga un utente – successivamente si è riempito ancora di più”.

Anna 45 anni , fa la spola con un comune dell’hinterland per raggiungere l’ufficio che non è andato in smart working: “Ho patito il lockdown con la cassa integrazione , adesso per guadagnarmi da vivere rischio ogni giorno di beccare il contagio. 

Quand’anche fossimo distanziati, e non lo siamo, devo fidarmi della sanificazione dei mezzi Atac che comunque viene fatta a fine giornata e non durante l’esercizio”.Vittorio 58 anni, professionista, usa i mezzi per scelta. “Confesso, che cerco di programmare i miei spostamenti in modo da sfuggire agli orari canonici, solo così riesco a evitare la folla. 

Se gli amministratori di Atac, anziché pontificare dalle loro stanze andassero in mezzo alla gente mischiandosi agli utenti, forse comprenderebbero la situazione molto meglio di quanto non raccontino i report interni”.

da L'Agone





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