Nuovi bus Citymood - Il comodato d’uso a titolo oneroso


Era già accaduto l’estate scorsa, poco prima dell’arrivo della prima tranche dei 227 nuovi bus; accade anche quest’anno. Pochi giorni fa è stata infatti analizzata la Delibera “inerente la costituzione del diritto reale di usufrutto a titolo oneroso in favore di Atac su 328 mezzi di proprietà di Roma Capitale”. Analizziamo attentamente la vicenda!

Anno 2019

I primi 80 dei 227 nuovi Citymood ordinati dal Comune di Roma mediante la piattaforma Consip sono fermi negli impianti IIA di Bologna in attesa del via libera per l’immissione in servizio. Il nodo del problema riguarda il contratto di usufrutto da sottoscrivere tra Atac, attuale esercente del servizio, ed il Comune di Roma, proprietaria al 100% di Atac e dei 227 bus prodotti da IIA.

All’interno del Piano di Concordato presentato da Atac, per i mezzi in oggetto era previsto un contratto d’usufrutto a titolo gratuito, che dunque non avrebbe impattato sulle casse aziendali. 

Il Comune di Roma, invece, in una fase successiva ha deliberato un contratto d’usufrutto a titolo oneroso con costi non preventivati all’interno del piano di concordato della municipalizzata romana che hanno portato ad una drastica riduzione degli investimenti sul parco mezzi in autofinanziamento. 

Infatti si passa dai 240 bus ibridi previsti a:
  • 100 bus ibridi, la cui gara è stata vinta da Mercedes;
  • 150 bus diesel, dal costo a base d’asta di circa 100mila€ in meno cadauno rispetto ad un ibrido. Questo investimento è stato poi sostituito dall’acquisto di ulteriori 328 bus da parte del Comune di Roma con fondi propri e del MATTM (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare).

Come fanno anche notare i Commissari Giudiziali all’interno del parere non vincolante sulla stipula del contratto per i 227 bus:
E', a dir poco, elementare rilevare che la fornitura di un autobus, il cui acquisto sia a carico dell’affidante il servizio (il Comune di Roma ndr), rende ingiustificabile remunerare l’affidatario (l’azienda Atac ndr) del costo di progressiva sostituzione del mezzo […]

Infatti, non essendo Atac ad aver investito risorse nell’acquisto dei bus non vi sono i presupposti per ristorare l’azienda del costo di graduale ammaloramento del mezzo per effetto dell’usura da circolazione; all’interno del corrispettivo che viene erogato ad Atac per ogni chilometro che un bus percorre, vi sono 0,38€ proprio dedicati all’acquisto di bus. 

Avendo il Comune investito direttamente proprie risorse per il rinnovo della flotta Atac, attraverso un contratto d’usufrutto oneroso, richiede che parte del corrispettivo gli venga restituito proprio per le motivazioni sopra esposte.

I Commissari Giudiziali però dicono anche:
Sono in ogni caso consentiti i trasferimenti straordinari alle società di cui al primo periodo (le aziende partecipate ndr), a fronte di convenzioni, contratti di servizio o di programma relativi allo svolgimento di servizi di pubblico interesse ovvero alla realizzazione di investimenti, purché le misure indicate siano contemplate in un piano di risanamento […] che contempli il raggiungimento dell’equilibrio finanziario entro tre anni

Aggiungono anche:
Nel caso in esame, ricorrevano in toto i presupposti […] affinché fosse pienamente legittima la messa a disposizione, a titolo gratuito, degli autobus. Era sufficiente, va ribadito, non considerare la fornitura in sé, avulsa dal contesto concorsuale di riferimento, di cui costituisce, addirittura, il primo pilastro

I Commissari Giudiziali che stanno seguendo il concordato Atac hanno scritto nero su bianco che si sarebbe potuta trovare una forma per evitare di aggravare le casse aziendali di costi non preventivati inizialmente nel piano. 

Infine, nelle considerazioni finali, aggiungono:
[…]è indiscutibile che le ripercussioni negative su di esso (il piano di concordato ndr) sarebbero sideralmente superiori, qualora si ritardasse ulteriormente l’immissione in servizio degli autobus di che trattasi. Ciò che impone (donde la coazione sopra rammentata): (i) ad ATAC, di subire la modifica in peius degli impegni del socio; (ii) a chi scrive, di rendere parere favorevole nei riguardi della stipulazione del contratto di usufrutto oneroso

Anno 2020

Pochi giorni fa è stata analizzata la Delibera riguardante il contratto di usufrutto a titolo oneroso (sulla falsariga di quello firmato nel 2019) per i 328 bus che dovrebbero iniziare a circolare per le strade romane entro novembre. 

Dobbiamo purtroppo porre attenzione verso le conseguenze che questi contratti di usufrutto oneroso genereranno per le casse aziendali. 

Infatti, il piano di acquisti originariamente previsto non sta procedendo come dovrebbe.

I bus in autofinanziamento Atac originariamente sarebbero dovuti essere in totale 387 ed invece sono molti meno:
  • 18 minibus Gulliver reimmessi in servizio nel 2019;
  • 20 minibus Gulliver con prevista reimmissione in servizio nel 2020:
  • 152 bus previsti per il 2021, di cui 100 bus ibridi, 30 bus “corti” ed i rimanenti 22 minibus Gulliver elettrici.

È invece totalmente diverso il caso degli autobus comprati dal Comune di Roma, che originariamente sarebbero dovuti essere in totale 300 ed invece sono stati:
  • 169 bus Citymood acquistati via Consip ed immessi in servizio nel 2019;
  • 322 bus Citymood acquistati via Consip che saranno inseriti in servizio entro novembre 2020;
  • 82 bus ordinati via Consip (62 da 12 metri, 20 snodati da 18 metri) che entreranno presumibilmente in servizio nel 2021.

Un totale di 573 bus, quasi 300 in più rispetto a quanto previsto inizialmente. Praticamente invariato invece il numero di mezzi acquistati con fondi di altri soggetti pubblici come MIT e MATTM.

Il saldo complessivo, secondo i nostri calcoli, risulta essere di 827 bus, circa 70 mezzi in più rispetto al piano originario. Il 77% di queste vetture è però di proprietà del Comune di Roma ed Atac sarà dunque tenuta a sottoscrivere altri contratti di usufrutto oneroso (non preventivati nel piano di concordato). 

Inoltre, nel 2019 e nel 2020 sono arrivati meno bus rispetto a quanto calcolato in origine (comportando una minore produzione rispetto al piano di concordato), mentre solo nel 2021 arriveranno più autobus.

Insomma, la strada sembrerebbe essere tutta ancora in salita.


Autore: @TplRoma, blogger per Odissea Quotidiana, studente, appassionato di trasporti sin da piccolo e autore di #AutobusDiRoma, una rubrica che serve a spiegare su quali autobus saliamo ogni giorno!

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