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Il test sulla metro che rischia il collasso: da 1.200 posti si va a 150

Il test sulla metro che rischia il collasso: da 1.200 posti si va a 150

Toh ci sono arrivati anche i grandi giornali: Ingressi contingentati nelle prove generali in vista della riapertura, il 4 maggio. In strada fila di dieci metri in attesa di entrare, mentre il personale di Atac regola il flusso. Pallini azzurri sulla banchina per segnalare la distanza di un metro





Pallini adesivi di colore azzurro sulla banchina dell’archeo-stazione San Giovanni, tra le fermate con la più alta densità di passeggeri della Capitale dove la metro A interseca la C, per segnalare il distanziamento di un metro. 

Dagli altoparlanti messaggi che esortano a seguire la segnaletica. All’esterno personale dell’Atac, la municipalizzata dei trasporti, filtra gli ingressi: 30 persone ogni tre minuti con limite massimo di 150 a treno, quando in condizioni normali sarebbero 1.200. 

Nei vagoni tutti seduti con i posti intermedi vuoti, misura a prova di droplet per evitare assembramenti. Fuori dalla fermata, tra le 7.30 e le 8.30 si forma una lunga fila di passeggeri: i passeggeri (la maggior parte indossa la mascherina) si affollano in attesa di entrare. 




Se il test di ieri per prepararsi alla graduale ripartenza delle attività, il 4 maggio, mostrava già una serie di criticità nonostante gli spostamenti siano ridotti ai minimi termini, con la riapertura di uffici e negozi si può immaginare che i problemi logistici aumentino.

Senza contare le ripercussioni sul servizio, la cui sostenibilità è a rischio per il cortocircuito che verrà a crearsi tra una flotta aziendale al massimo della sua capacità (1.500 mezzi di superficie e 69 treni della metropolitana) e biglietti più che dimezzati. 


In base alle proiezioni dei tecnici della Mobilità, se in media la rete su ferro, la subway romana, trasporta 1,5 milioni di passeggeri, nella «fase 2» per effetto del distanziamento si potrebbe arrivare a 200 mila. Bus e tram, che prima dell’emergenza assorbivano un carico di 2 milioni e 250 mila persone, potrebbero raggiungere un numero che balla (dipenderà dalle linee guida nazionali) tra 420 mila e 700 mila. 

Calo drastico anche per il Tpl, il servizio su gomma che copre le aree periferiche della città: da 660 mila a una forbice tra i 120 mila e i 200 mila.





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