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Roma, aula approva mozione Pd contro licenziamento dell'autista aggredito

Roma, aula approva mozione Pd contro licenziamento dell'autista aggredito


Oltre 21mila firme in meno di 24 ore all'appello lanciato per sostenere Federico Maruca, l'autista 34enne di Autoservizi Troiani aggredito a colpi di bottiglia nell'ottobre 2017



Oltre 21mila firme in meno di 24 ore all'appello lanciato su Change.org dall'associazione TrasportiAmo per sostenere Federico Maruca, l'autista 34enne di Autoservizi Troiani - una delle imprese del consorzio Roma Tpl - aggredito a colpi di bottiglia nell'ottobre 2017, in via di Rocca Cencia, da un viaggiatore ubriaco, mentre prestava servizio sulla linea 055. L'aggressione è costata a Maruca la perdita parziale della vista dell'occhio sinistro. 

E dal 10 gennaio scorso anche il licenziamento perché "inabile" a svolgere quella mansione.


Ad attutire il duro colpo, il sì dell'assemblea capitolina che ha approvato oggi pomeriggio all'unanimità dei presenti (35) la mozione sottoscritta dai tre consiglieri dem, Giovanni Zannola, Ilaria Piccolo e Valeria Baglio, sostenuti dalla consigliera civica Svetlana Celli (Roma torna Roma).

Una condanna unanime, dunque, senza colore politico, che fa ben sperare Maruca, presente in aula Giulio Cesare: "Resta ora da capire se sarò presto ricollocato o meno - dice il 34enne - Potrei fare qualsiasi altra mansione: pulire i servizi, ad esempio, oppure stare in ufficio o all'ingresso, fare il piazzalista o il parcheggiatore. 

Di certo, impugnerò il licenziamento sia perché illegittimo, visto che l'infortunio è avvenuto durante il turno di lavoro, sia per salvaguardare la mia famiglia e l'intera categoria di autisti".

La mozione, infatti, impegna l'amministrazione di Roma Capitale ad attivare "ogni possibile azione e percorso volto alla salvaguardia del rapporto di lavoro dell'autista aggredito durante il servizio di Tpl". 

Per Giovanni Zannola "è inaccettabile che un'impresa che opera nel servizio pubblico possa interrompere un rapporto di lavoro perché una persona non è più abile a svolgere quel servizio". 

Come se non bastasse, "parliamo di un attivista sindacale - aggiunge il dem - e su questo dovremo fare luce per capire se questo suo ruolo ha influito nella scelta della società".

Che "si debba tutelare il posto di lavoro di questo dipendente e aprire un dibattito sulla sicurezza in questa città", lo pensa anche il capogruppo di FdI, Andrea De Priamo che ricorda: "Questo ragazzo come ricompensa all'aggressione ha ricevuto il licenziamento".

"Non può finire in questa maniera - aggiunge David Nicodemi, presidente dell'associazione TrasportiAmo - non può passare questo tipo di messaggio, il personale front-line non è carne da macello".

E se per Zannola quella di oggi "è l'inizio di una vittoria possibile", per Maruca si tratta di "una battaglia vinta, che precede la successiva: l'ottenimento di un posto di lavoro". 

Nessun passo indietro, ma solo salti in avanti: "Non ho mai pensato che sarebbe stato meglio non agire - conclude l'ex autista - perché se ognuno di noi pensasse solo a se stesso questa sarebbe una società peggiore". 

E aggiunge: "Non mi sono mai pentito, anzi: se ne avessi avuto l'opportunità, avrei fatto di più".

Da Roma Repubblica








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