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La morte della Roma-Giardinetti

La morte della Roma-Giardinetti


Lunedì 27 gennaio si è svolta un'importante Commissione Mobilità che dovrebbe tracciare il futuro della Roma-Giardinetti, ma le risultanze sono oggetto di interpretazioni diverse: Questo il parere del Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti



Nella Commissione Mobilità di ieri è andata in scena la condanna a morte della Ferrovia Roma Giardinetti. 

Dietro la scusa di accettare le assurde imposizioni del MIT, ovvero il cambio di scartamento per "integrare la linea nel resto della rete romana", si nasconde nei fatti la volontà di smantellare definitivamente l'infrastruttura. 


Oltre a cambiare totalmente armamento, dovendo installare le classiche rotaie tipo Phoenix tramviarie, occorreranno nuove sse, in quanto si riduce la tensione del 60%. 

Il serio rischio è che avvenga come è accaduto sulla tramvia Milano - Desio di ATM, ovvero una chiusura a tempo indeterminato in attesa di lavori che chissà se mai partiranno o, ancora peggio, che chiudano tutto, asfaltino la sede a al posto del treno faranno un corridoio della mobilità per "ecologici" autobus, stile Togliatti.

Il punto di vista di Odissea Quotidiana: Va bene tutto, purché sia rotaia

Come CeSMoT riteniamo che la cosa più saggia da attuare per garantire la mobilità dei cittadini della Casilina sia quella di riclassificare la Termini Giardinetti in tramvia, mantenendo lo scartamento ridotto. 

Si tratterebbe semplicemente, invece di impelagarsi in costosi lavori Dalla dubbia durata, di limitarsi ad acquistare nuovi mezzi di tipo tramviario a scartamento ridotto, salvando contestualmente infrastruttura e deposito. 

Gli esempi di Cagliari e Sassari, per restare in Italia, dimostrano che è tranquillamente possibile avere una infrastruttura tramviaria a scartamento ridotto. 

Commissione Mobilità Roma-Giardinetti: Il Verbale da Direttamente Roma

Facciamo presente a Comune e Ministero che già attualmente la linea garantisce interscambio con le altre linee tramviarie romane è che non sussiste alcuna necessità di attuare pesanti lavori di riconversione. 

Piuttosto torniamo a chiedere con massima urgenza la riapertura della tratta Centocelle Giardinetti, chiusa da troppi anni con pretestuose scuse da parte di atac.





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