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Termini-Centocelle appunti prima della Commissione Mobilità




In attesa della Commissione Mobilità di lunedì prossimo, alla quale invitiamo tutti a partecipare, condividiamo il lavoro che da gennaio abbiamo fatto presso Legambiente per definire le invarianti, i punti non negoziabili, che il progetto dell'ammodernamento del treno di via Casilina dovrà avere:



Abbacchiature ferroviarie

  1. Mantenimento integrale e riqualificazione della tratta esistente Laziali-Giardinetti, senza diminuzione dell’estensione;
  2. Prolungamento da Termini Laziali a Termini Stazione (alt. via Gioberti) a doppio binario e prolungamento da Giardinetti a Tor Vergata Policlinico e Città Universitaria;
  3. Nuovo materiale rotabile a pianale ribassato per consentire l’accessibilità ai passeggeri con ridotta mobilità;
  4. Riduzione impatto ambientale della Linea, con adozione dell’armamento su materassino flottante atto a smorzare le vibrazioni nel tratto esistente su via Giolitti, e attenuazione impatto visivo nel quartiere Tor Pignattara sino all’intersezione di via Romolo Balzani;
  5. Mantenimento vincolo storico edifici deposito/officina Centocelle, anche in vista di una possibile musealizzazione;
  6. Istituzione nuove fermate: “Centro commerciale”, all’altezza dell’omonima struttura su via Casilina, e “Policlinico Casilino”, con contestuale soppressione della fermata di Torre Spaccata;
  7. Adozione di un progetto che nel complesso non riduca l’offerta di trasporto attualmente garantita anche sulle linee tranviarie e che anzi ne aumenti la qualità e la quantità, evitando la necessità di linee su gomma di affiancamento;
  8. Adozione di un progetto che garantisca la massima continuità dell’esercizio ferrotramviario. Imposizione della prosecuzione dell’esercizio sulla tratta Laziali-Centocelle fintantoché non saranno sottoscritti gli obblighi giuridicamente vincolanti riguardanti il progetto di ammodernamento;
  9. Istituzione Osservatorio permanente presso Roma Capitale, similmente a quanto avvenuto per la ferrovia RomaViterbo, aperto ai Municipi interessati, alle Associazioni/Comitati utenti/cittadini del territorio e alle Organizzazioni Sindacali, finalizzato a monitorare l’avanzamento lavori.

Di Carlo - TreninoBlu è dottore in Ingegneria Civile, un cittadino di Roma appassionato di trasporto pubblico che mal sopporta l'inefficienza e la mancanza di idee per la mobilità. Per informazioni o segnalazioni carloandrea.tortorelli@odisseaquotidiana.com






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3 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono totalmente d'accordo con il progetto qui descritto, che mi sembra sensato e razionale. Solo su un punto vorrei fare una precisazione: più che acquistare veicoli a pavimento ribassato, riterrei opportuno alzare i marciapiedi all'altezza del pavimento dei veicoli. In questo modo si potrebbero mantenere in servizio gli elettrotreni FIREMA a due e tre casse tipo T66 e T81 serie 830 e 820, ancora validi e predisposti per banchine alte.

Anonimo ha detto...

È tutto assolutamente condivisibile.

Sono le condizioni minime.

Ne aggiungerei una: il maggiore prolungamento verso il centro, da Termini verso piazza Indipendenza, via Goito, piazza Fiume e da lì Corso Italia o (sogno) Muro Torto da una parte, e via Nomentana dall’altra.

Mantenere lo scartamento ridotto ha tanti vantaggi, in primis i 100-150 milioni di minori costi diretti e indiretti.

Però è indubbio che lo scartamento ordinario ne avrebbe maggiori come capacità di rete: si potrebbero prevedere servizi diretti da Tiburtina (con la nuova tramvia Pums) e da Prenestina attraverso Togliatti per Tor Vergata. Oppure, sempre con i nuovi progetti Pums, da Tor Bella Monaca-Torre Angela-Tor Vergata-Anagnina a S. Paolo attraverso la tangenziale sud (progetto Pums. La linea per Anagnina pianificata dovrebbe arrivare a Subaugusta per integrarsi alla tangenziale sud).

Per cui, in vista del tavolo, non fate un dogma dello,scartamento ridotto, ma siate al tempo stesso pronti a pretendere, in caso di passaggio allo scartamento ordinario, tutti e ripeto tutti i progetti necessari per migliorare la rete in cui entrerebbe la Giardinetti, vale a dire:
1) raccordo Lodi-S.Giovanni, necessario per scaricare Porta Maggiore
2) mia proposta (banale ma efficace!): raccordo S.Bibiana-Manzoni-Labicana, per integrare la linea della Casilina anche alla linea Ostiense-Colosseo-Labicana
3) massima integrazione dei progetti previsti su Tiburtina, Togliatti-S.Paolo, Casilina-Tor Vergata e Tor Bella Monaca-Torre A.-Anagnina: deve esserci l’impegni per finanziamento entro 18 mesi dei progetti completi (alias compreso tangenziale sud e Torre Angela-Tor Bella M.) compresi ulteriori tram per maggiori servizi integrati (minimizzare rotture di carico, più linee, no rotture di carico interne alla rete, coabitazione delle linee da Tiburtina e Prenestina estese sull’asse per Tor Vergata)
4) estensione della Torre Angela-Anagnina fino a Subaugusta per integrazione alla Togliatti-tangenziale sud e futuro scambio ferroviario a Parco Acquedotti

Anonimo ha detto...

Aggiungo: qualora si riesca a difendere lo scartamento ridotto, l’ulteriore estensione proposta verso il centro (Termini-Fiume-CorsoItalia/MuroTorto/Nomentana) si finanzierebbe da sola con i minori costi diretti e indiretti risparmiati rispetto alla conversione a scartamento ordinario!!!

Però, sottolineo, ci sono anche i tanti potenziali vantaggi di rete che si avrebbero con lo scartamento ordinario: vantaggi che però si manifestano solo e solo se si attuano tutti gli interventi Pums + i due raccordi Lodi-S.Giovanni e S.Bibiana-Manzoni-Labicana.

Si deve chiedere una scelta finalmente di sistema, in un verso o nell’altro.

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