Metro C: Ma orgogliosi “de che"?

"Linea C: orgogliosi “de che”? C’è poco da essere orgogliosi, il progetto della metro C contiene errori di tracciato in almeno tre tratti”. Non tutti sono d’accordo con il considerare la Metro C come il futuro del trasporto pubblico della Capitale, ved...

26 dicembre 2019 18:00
Metro C: Ma orgogliosi “de che"? -
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"Linea C: orgogliosi “de che”? C’è poco da essere orgogliosi, il progetto della metro C contiene errori di tracciato in almeno tre tratti”. Non tutti sono d’accordo con il considerare la Metro C come il futuro del trasporto pubblico della Capitale, vediamo perché



Una metropolitana con il percorso sbagliato porta ben poco beneficio, se non si rivede il percorso, la metro C sarà un enorme disastro per Roma. 
Metro+C-tutto+il+2019.png
Metro+C-tutto+il+2019.png
Tutto il 2019 della Metro C
  1. Nel tratto Alessandrino-Pantano il tracciato della metro C è previsto lungo la Via Casilina al posto della ferrovia Roma-Pantano anziché aggiungersi ad essa con un tracciato distinto, invece che coincidente, facendo così mancare alla cittadinanza un decisivo beneficio da questi enormi lavori che dureranno circa un decennio, e che forniranno forse una nuova struttura di trasporto, ma demolendone, contemporaneamente, un'altra.

    Una nuova metropolitana deve aggiungersi alle linee su ferro esistenti, non eliminarle, altrimenti è inutile.

    É assurdo sfasciare una valida infrastruttura su ferro già esistente per rifarne un’altra nello stesso posto pochi metri più sotto.

    E lasciando invece non servita l’area di Tor Vergata.

    Nel detto tratto Alessandrino-Pantano non c’è bisogno di nessuna metropolitana, perché, come si è detto, già esiste la ferrovia regionale Roma-Pantano, appena riaperta dopo anni di lavori, ammodernata e raddoppiata con ingente spesa di denaro pubblico (300 miliardi fondi F.I.O.), “protetta” per quasi tutto il suo percorso, quindi affidabile e relativamente “veloce” e più che sufficiente per la domanda di trasporto presente e futura, anche in prospettiva della necessaria e auspicabile riapertura della tratta extraurbana.
  2. Il progetto originario del tracciato centrale (per Piazza Colonna e Piazza Cavour) era scaturito da un ampio dibattito democratico, culminato con un convegno pubblico il 2 dicembre 1995.

    Invece alla chetichella e a colpi di pennarello (abbiamo testimoni) la linea è stata dirottata per Corso Vittorio, senza alcun dibattito o confronto democratico.

    Il nuovo percorso è illogico, poiché quello originario per Piazza Colonna consentiva l’eliminazione di gran parte degli autobus nel centro storico, mentre ciò non è più possibile passando per Corso Vittorio, che fa parte di un altro asse trasportistico, e non serve a niente.
     
  3. Il capolinea, anziché a Piazzale Clodio come all’origine, è invece ora previsto a metà di Viale Mazzini intersecando il collettore fognario, in un buco dove non c’è spazio per un nodo di scambio con capolinea degli autobus e parcheggio; e ciò in funzione di un successivo prolungamento passando sotto i palazzi di Via Oslavia e con un duplice attraversamento del Tevere per fare una inutile fermata per l’Auditorium a Piazza Apollodoro, già ottimamente servita dal trasporto pubblico.

    Cosi dirottata, la linea non collegherebbe la Città Giudiziaria di P.le Clodio, né il Foro Italico, e non avrebbe alcuna utilità

Riflessioni tratte da un documento dell'UTP-Associazione Utenti Trasporto Pubblico

Tu cosa ne pensi? Condividi gli appunti del comitato, o pensi che il tracciato vada bene così com'è? Secondo me in troppi hanno messo le mani sul progetto, questo tipo di interventi devono essere progettati una volta per tutte e portato avanti, senza le varianti che la politica impone. Ma purtroppo la storia ha detto altro.

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