MetroC - Perché è necessario tombare le talpe Filippa e Shyra?


Lo scavo delle gallerie della Metro C avviene grazie a delle talpe meccaniche dette in gergo tecnico Tunnel Boring Machine (TBM)



Le TBM sono composte da una testa rotante di 6,70 mt di diametro, seguita da un grosso cilindro dello stesso diametro detto “scudo”, che serve a tenere le pareti appena scavate finché non viene assemblato un pezzo di tunnel mediante delle sezioni di anello circolare prefabbricate in calcestruzzo, dette “conci”. 

Ogni anello del tunnel ha uno spessore di 30 cm, è lungo 1,40 mt ed è costituito da 6 conci standard più 1 concio che serve di chiusura ed è detto “chiave”. 


Gli anelli sono adattabili per ottenere il raggio di curvatura desiderato.


Tutto il sistema di posizionamento dei conci è automatico ed è dentro lo scudo.




Il tunnel ha un diametro interno di 5,80 mt, più piccolo dello scudo, motivo per cui la talpa può solo avanzare e non può tornare indietro. 


Dopo lo scudo, che ha una lunghezza di circa 8-10 metri, c’è una sezione chiamata “backup” lunga 90 mt, dove sono posizionati la camera di controllo, i conci, e il nastro trasportatore che porta via tutti i detriti ed i materiali di scavo.



La talpa lavora ad una profondità di circa 30 mt dal piano stradale, ed avanza ogni giorno di 8-12 mt con punte di 20 mt. Può lavorare h24 per 7 giorni su 7. Ogni TBM ha 4 squadre di 12 persone.


La talpa avanza grazie a dei martinetti idraulici che spingono sul bordo dell’anello di calcestruzzo appena posizionato. Una volta che la testa fresante è avanzata di un certo spazio, i martinetti vengono retratti, si posizionano i conci, e parte un nuovo ciclo con i martinetti che puntano sul bordo appena costruito.

Tutta l’operazione viene eseguita con la massima attenzione per evitare cedimenti del terreno soprastante, considerata la presenza di fabbricati e monumenti.

Le TBM possono iniziare lo scavo dalla superficie oppure essere calate nel sottosuolo attraverso dei pozzi di entrata. 

Alla fine del percorso sotterraneo c’è bisogno di un pozzo di uscita per estrarle.

Nel caso di Filippa e Shyra (le 2 talpe della Metro C), fermarle sotto al Foro di Traiano comporta il loro tombamento per l’impossibilità di scavare un pozzo di estrazione dal piano stradale, considerata la zona ad altissima densità di reperti archeologici.


Al fine di non correre alcun rischio circa il possibile verificarsi di smottamenti futuri, la camera di scavo con gli scudi e le teste fresanti vanno completamente riempite con cemento, rendendole irrecuperabili, con un danno economico di 12 Milioni€, a cui si somma il costo dell’operazione di 8 Milioni€.

Inoltre, in caso si decida di far proseguire la Metro C oltre Colosseo (attuale capolinea programmato), occorrerà fare uno scavo tradizionale “manuale” (non più meccanizzato) da Piazza Venezia verso le talpe tombate, con tempi 10 volte superiori e costi aggiuntivi di almeno 40/45 Milioni.

Con solo 3 anni di ritardo la Sindaca si è finalmente decisa a chiedere i fondi al MIT per far proseguire le talpe di 190 mt fino a Piazza Venezia, dove in futuro sarà possibile realizzare un pozzo di estrazione.

Ma l’iter è solo agli inizi e non è possibile stabilire le tempistiche di realizzazione. Restano tutte le incognite, inclusa quella di dover comunque tombare le talpe sotto Piazza Venezia, se le analisi sulla stabilità del terreno non lasceranno altra soluzione.


Di Mercurio Viaggiatore uno che mal sopporta la falsa manipolazione dei dati, per cui li analizza e li presenta in modo semplice e chiaro, spesso mostrando che il re è nudo. Per informazioni o segnalazioni mercurio@odisseaquotidiana.com

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