Roma, sciopero Ama e Atac: il 25 ottobre sarà venerdì nero per metro e bus

Roma, sciopero Ama e Atac: il 25 ottobre sarà venerdì nero per metro e bus


Sarà un venerdì di disagi per i romani, il prossimo 25 ottobre, a causa dello sciopero generale delle società partecipate del Campidoglio, annunciato dai sindacati confederali in seguito agli incidenti avvenuti martedì durante la manifestazione dei lavoratori davanti alla sede di Roma Metropolitane. 



Interessate saranno tutte le aziende del gruppo Roma Capitale, a partire da Atac e Ama, con pesanti ripercussioni su tutte le attività, anche se saranno garantiti i servizi essenziali.

Al centro delle polemiche restano le tensioni di martedì, su cui la Procura è in attesa di una informativa della Digos. 

Con gli scontri tra i lavoratori, che stavano presidiando l'ingresso della sede di Roma Metropolitane, e le forze dell'ordine, che tentavano di aprire un varco per consentire il passaggio di un collaboratore dell'assessore Gianni Lemmetti. 

Nel parapiglia il parlamentare di Leu Stefano Fassina è rimasto ferito cadendo a terra. 

L'ex viceministro dell'Economia, trasportato al San Giovanni per un trauma da schiacciamento, è stato visitato e poi dimesso. «Mi spiace per quanto accaduto al consigliere Fassina, ma a dirla tutta nel suo comportamento si rasenta l'ipotesi di resistenza a pubblico ufficiale», sottolinea il segretario generale del Sindacato autonomo di polizia (Sap), Stefano Paoloni. 

«I poliziotti erano lì a compiere il loro dovere per garantire la sicurezza di tutti cittadini», commenta Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d'Italia.

I sindacati hanno organizzato ieri pomeriggio un sit-in in Campidoglio e avviato le procedure per proclamare lo sciopero generale delle partecipate capitoline. 

«Sia chiaro che il motivo per cui protestiamo sono questi: difesa del lavoro e della democrazia» spiega Alberto Civica, segretario della Uil Roma e Lazio in una conferenza stampa con i segretari della Cgil Roma e Lazio, Michele Azzola, e della Cisl Roma e Rieti, Carlo Costantini. 

A gettare acqua sul fuoco l'assessore capitolino al personale, Antonio De Santis: «Contrapposizioni e chiusure non giovano a nessuno - spiega - Si potrebbe ipotizzare di ricollocare i lavoratori considerati in esubero riassorbendoli in altre aree produttive afferenti a Roma Capitale».

Da Il Messaggero

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Commenti

Anonimo ha detto…
Ormai, in questa disgraziata città, ogni occasione è buona per far sciopero, come se quest'ultimo chissà in che modo risolverà i problemi...